Ginseng in polvere

Ginseng in polvere

EUR 29,10

Famosissimo ed efficace, migliora li benessere psicofisico, aumenta la concentrazione e e le performance mentali, rafforza corpo e sistema immunitario.

Disponibilità: Disponibile
Formato:
Tags: Polvere

Il ginseng, (Panax Ginseng), altrimenti noto come ginseng asiatico (per distinguerlo dall'Eleuterococco, ginseng siberiano), è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Araliaceae.
La parola Panax può avere sia origine greca (Panakèia) che latina (panaceae), ma il significato non cambia. Con il termine Panacea si indica qualsiasi rimedio utile per la cura di tutti i mali.
Il ginseng è originario dell'Asia orientale e cresce principalmente in Cina, Corea e Siberia del Nord.

Il ginseng viene usato in fitoterapia ed in medicina popolare ad uso interno per le sue proprietà: toniche, adattogene, ipocolesterolemizzanti, ipolipidemizzanti, antiaggreganti, fibrinolitiche, ed immunostimolanti.

Il ginseng trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dello stress, dell'affaticamento, dell'astenia, della depressione e della convalescenza.
Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le radici. La parte ipogea può essere divisa in tre parti: una testa o corona del rizoma, il collo o corto rizoma ed il corpo della radice. La forma della radice può ricordare vagamente le sembianze di un uomo, infatti la parola ginseng in cinese significa piccolo uomo. I principi attivi caratterizzanti sono: saponine triterpeniche (ginsenosidi Rg1, Rc, Rd, Rb1, Rb0), panaxosidi A e F, olio essenziale (limonene, terpinolo, citrale, poliacetileni), aminoacidi e peptidi (prolina, glicina, alanina, cisteina, tirosina, arginina, lisina, acido aspartico, treonina, serina, acido glutammico, leucina, valina, istidina), vitamine (B1, B2, B12, C, acido folico, acido nicotinico, biotina, acido pantotenico), steroli ed acidi grassi (beta-sitosterolo, daucosterolo, acido oleico, acido palmitico, acido stearico), sostanze minerali ed oligoelementi (magnesio, alluminio, fosforo, calcio, vanadio, manganese, ferro, cobalto, rame, germanio ed arsenico), enzimi e fosfatidi (amilasi, fenolasi e colina) e composti estrogenici (solo nelle varietà selvatiche).

Il ginseng si caratterizza per la ricca presenza di saponine, in particolare di saponine steroidiche e triterpeniche, che gli conferiscono la nota proprietà adattogeno - tonica. Tra tutte, il ginseng è infatti quella droga che veste in modo adeguato la definizione di "adattogena", ovvero che agisce in modo aspecifico.

Il ginseng migliora la vigilanza e lo stato di benessere psicofisico; in uno studio a doppio cieco contro placebo è stato dimostrato un miglioramento della capacità di calcolo aritmetico, della deduzione logica, dell'attenzione, del tempo di reazione e della sensazione di benessere, alleviando la stanchezza.
Il ginseng trova indicazione nella sindrome da stanchezza cronica (astenia).
L'associazione di estratti di ginseng e ginkgo biloba determina un aumento del livello di serotonina nelle strutture cerebrali ed un aumento dei livelli di ACTH, rendendo questa associazione indicata per controllare le turbe delle funzioni cognitive correlate all'età.

Il ginseng espleta la propria azione a livello cerebrale, migliorando la concentrazione e la veglia; è infatti uno stimolante; a livello cardiaco aumenta la frequenza e la forza contrattile del miocardio; a livello muscolo-scheletrico migliora la reattività dello stimolo nervoso rivolto ai muscoli; agisce poi anche a livello immunologico stimolando la funzionalità del sistema immunitario.
Il ginseng è una droga tipica della medicina cinese, ma particolarmente conosciuta anche nel mercato erboristico occidentale; è molto utilizzato come ricostituente, consigliato anche in periodi di calo energetico.

Il ginseng deriva da una pianta erbacea perenne, denominata Panax ginseng, appartenente alla famiglia delle Araliacee. Il ginseng è coltivato in altura; le piante che danno droga di migliore qualità crescono tra i 700 e i 1500 metri. La droga è caratterizzata dalla radice e da un corto rizoma di forma antropomorfa; ginseng, infatti, significa "piccolo uomo". Il ginseng viene raccolto in piante che hanno almeno quattro anni, coltivate prevalentemente in Cina, Giappone e Corea; il ginseng coreano è quello più pregiato.
Il ginseng viene lavorato in modo tale da dare due tipologie principali di droga: ginseng bianco e ginseng rosso. Il ginseng bianco è ottenuto raccogliendo la droga e, dopo averla mondata, trattandola con anidride solforosa per eliminare e schiarire le parti più esterne dell'esoderma della radice. Il ginseng rosso, invece, considerato più pregiato, presenta una superficie rossastra; una volta raccolto, viene trattato con vapor d'acqua a 120-130°C e poi posto in stufa; la superficie della droga assume quindi un aspetto lucido e rossastro (l'essicazione avviene appunto in stufa).
I princìpi attivi del ginseng sono i ginsenosidi (saponine), con caratterizzazione chimica sensibilmente diversa; sono tutte saponine, ma hanno funzioni tali da poter essere suddivise in diverse categorie, simili comunque - seppur con diversa intensità d'azione - per le proprietà toniche generalmente ascritte al ginseng. Questa variazione in intensità determina anche la differente qualità della droga: il ginseng bianco presenta determinate categorie di saponine, mentre il ginseng rosso ne presenta altre; soprattutto, il ginseng coltivato in zone diverse presenta proprietà differenti, in funzione al differente pattern fitochimico di queste saponine.
Il ginseng è una droga estremamente impiegata assieme all'Eleuterococco.

Il termine ginseng designa numerose specie appartenenti alla famiglia delle Araliaceae. Nella medicina cinese la droga ricavata da queste piante, costituita dalle radici, ha alle spalle una tradizione millenaria, fatta dei più svariati impieghi. Il nome ginseng deriva dalla parola cinese "rensheng" che significa uomo, scelta con tutta probabilità per sottolineare la struttura antropomorfa della radice.
Considerato un rimedio quasi universale, il ginseng veniva usato soprattutto contro l'invecchiamento, i disturbi gastrointestinali e come preparato afrodisiaco e rivitalizzante.
La straordinaria fama di droga-panacea ed il fascino misterioso della sua origine orientale hanno contribuito a decretarne il successo nei nostri mercati. Inizialmente spinti dalla loro presunta abilità nel risvegliare desideri assopiti, gli estratti di ginseng sono ormai presenti in numerosi complementi alimentari, in gran parte destinati a persone convalescenti, sportivi ed anziani. Non è quindi un caso che il ginseng sia considerato il prodotto erboristico più utilizzato al mondo.
Le specie più conosciute sono quelle di origine asiatica (Panax ginseng coltivato in Cina, P. schinseng o ginseng cinese, P. pseudo-ginseng che cresce in Nepal e nell'Imalaia orientale, P. notoginseng coltivato in Cina, P. japonicus, P.vietnamensis), americana (Panax quinquefolius equivalente al ginseng asiatico per impieghi, aspetto e composizione) e siberiana (Eleutherococcus senticosus differente per costituzione chimica ma simile per proprietà terapeutiche). Tra tutte, la specie più utilizzata e studiata è il Panax ginseng.

Le virtù del ginseng sono attribuibili a diversi componenti presenti nelle sue radici. Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olio essenziale e polisaccaridi (panaxani), va segnalata la presenza di saponine triterpeniche, chiamate ginsenosidi e considerate i princìpi attivi della droga.
Superato l'iniziale entusiasmo per le sue conclamate virtù afrodisiache, peraltro ancora in attesa di conferme scientifiche, si sono susseguiti numerosi studi per indagarne le reali proprietà curative. Da queste ricerche sono emersi elementi che hanno proposto l'utilizzo di ginseng nel trattamento di diverse condizioni, come diabete di tipo II, insonnia, gastrite, ipotensione, stati di stress ed affaticamento.
Agli estratti di ginseng sono stati attribuiti anche effetti antiossidanti, antipiretici, ipocolesterolemizzanti, probiotici, radioprotettivi, anticancerogeni ed antinfiammatori. Molti di questi effetti, dimostrati solamente sugli animali, sono ancora in attesa di conferme scientifiche; inoltre, la qualità e la neutralità degli studi condotti nei Paesi dell'est asiatico è stata messa in discussione. Un altro problema deriva dagli enormi interessi economici che ruotano intorno a questa pianta e che spingono per il riconoscimento delle sue presunte proprietà terapeutiche. Tutto ciò spiega come mai in proposito esistano opinioni differenti, che vanno dall'eccesso di entusiasmo all'esagerato scetticismo.

Il ginseng è tradizionalmente considerato una droga tonica o adattogena (sinonimo tecnico), in quanto utile per potenziare le difese immunitarie e migliorare le capacità fisiche e mentali.
Diversi studi condotti su animali hanno dimostrato che il ginseng influenza l'asse ipotalamo-ipofisi aumentando il rilascio di ACTH, un ormone che induce la liberazione surrenale di cortisolo o "ormone dello stress". Il cortisolo migliora la risposta agli stress psicofisici, promuovendo la degradazione del glicogeno, delle proteine muscolari e stimolando la funzionalità del sistema nervoso centrale.
Il presunto effetto afrodisiaco del ginseng sembra legato alla sua capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene; la conseguente vasodilatazione permetterebbe di ottenere un'erezione più vigorosa. Tra le varie specie, la medicina Cinese associa le maggiori proprietà afrodisiache al ginseng rosso, la cui colorazione è dovuta, semplicemente, al trattamento della radice con vapore (120-130°C per circa 2-3 ore) e alla successiva essicazione.
Numerosi studi evidenziano i benefici del ginseng in topolini diabetici, ma non esiste un numero altrettanto esteso di ricerche sugli uomini che confermi le sue proprietà ipoglicemizzanti (i ginsenosidi sembrano favorire la sintesi pancreatica di insulina ed aumentare la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi) sembrano invece diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti corporei).
Riportiamo, per concludere, una tabella tratta da una rewiev di David Kiefer e al. (Am Fam Physician. 2003 Oct 15;68(8):1539-42), scelta per la semplicità e la cautela con cui riassume le principali proprietà del ginseng.

Efficacia
Miglioramento della funzionalità psicologica: efficace, sebbene ci siano alcune ricerche di segno opposto
Potenziamento delle difese immunitarie: efficace
Ipoglicemizzante: azione modesta, numerose evidenze scientifiche su animali da laboratorio, limitate negli umani
Effetti collaterali per l'ingestione di dosaggi particolarmente elevati (15 g, cioè 30-75 volte superiori alle dosi consigliate)
Sintomi come nausea, diarrea, euforia, insonnia, mal di testa, ipertensione, ipotensione, dolore mammario, sanguinamenti vaginali e sbalzi pressori.
Interazioni
Cautela nell'utilizzo simultaneo di ginseng e fenelzina [Nardil (un psicofarmaco)], Warfarin [Coumadin (un anticoagulante)], ipoglicemizzanti orali, insulina, digossina, ormoni e caffeina. E' controindicato a chi soffre di ipertensione o emorragie.
Dosaggi
Radice secca di ginseng (per infusi o masticabile): da 0,5 a 2 g al giorno

Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1-2 grammi di ginseng a piacere: da sola, oppure unita ad altri alimenti o bevande, in una tazza d'acqua bollente (infuso); 30 gocce di ginseng tintura madre per 1-3 volte al giorno. La tintura madre viene preparata con la radice di ginseng essiccata (titolo 55°).

Decotto
Far bollire in un litro d'acqua 40 grammi di miscela erboristica (15g ginseng , 15g eleuterococco, 8g liquerzia, 2g menta piperita) per circa quindici minuti. Filtrare e consumare una tazza di decotto dalle tre alle quattro volte al giorno.