Schisandra in frutti interi

Schisandra in frutti interi

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E'un potente adattogeno utilizzata da sempre in medicina cinese e da alcuni anni anche in Occidente. Utile per la salute del fegato, contro la stanchezza e per il sostegno del tono dell'umore e delle difese immunitarie.

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Il nome significa "seme dei cinque aromi".

E' una pianta rampicante legnosa, i frutti sono delle bacche che quando maturano sono di colore rosso. E' originaria della Cina settentrionale, nord orientale e delle regioni confinanti con la Russia e la Corea. I tipi di schisandra sono la Schisandra chinensin settentrionale , e la Schisandra sphenanthera, meridionale.

Parti utilizzate: frutto ( maturo ed essìccato al sole, dal sapore prima agro, poi dolce, poi salato), i semi, ( che devono essere frantumati prima della estrazione) che sono o uno o due, anche loro sia dal sapore agro, che dolce e salato.

La schisandra ha numerose, interessantissime proprietà.

Questi effetti sono innanzitutto da attribuire a lignani quali schisandrina, schisandrolo, schisanterina e gomisina, ovvero i principi attivi contenuti nella schisandra e appartenenti alla classe dei fitoestrogeni.

Componenti attivi principali è l'OLIO ESSENZIALE presente nei frutti, volatile, composto di citrale sesquicarere, acido citrico, acido malico, acido tartarico in modiche quantità, monosaccaridi, resina, pectina, ricca di vitamina A, C, E, fosfolipidi, steroli, tannini.

Attività e impiego

La schisandraè una pianta adattogena con attività simile a quella del Ginseng siberiano.


Ricetta:
Modalità di preparazione: Versare in un recipiente 200 ml circa di acqua e un cucchiaio raso di schisandra. Portare a ebollizione e bollire per 10 minuti. Spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti (mescolando di tanto in tanto), filtrare, dolcificare a piacere.

Modalità d'uso: Da 1 a 2 tazze al giorno preferibilmente al mattino e primo pomeriggio.

Conosciuta e usata come pianta medicinale, nei paesi di origine da millenni, la Schisandra chinensis è una liana con fusto legnoso dal portamento molto contenuto, non invadente, ma se lasciata vegetare liberamente, può raggiungere anche dieci metri di altezza. Ha fitte foglie decidue, appuntite, medio-piccole leggermente carnose di un bel colore verde chiaro lucente con marcate nervature che accentuano la bellezza dell'insieme ed un caratteristico picciolo che, quando sono giovani è di color rosso, mentre in autunno, prima della caduta, assumono una piacevole colorazione giallo-arancio.

I rami giovani sono erbacei dal colore uguale alle foglie, mentre col tempo si trasformano in semi-legnosi di color bruno e raggiungono al massimo un diametro di poco superiore al centimetro.

La Schisandra chinensis è paragonabile nel periodo estivo al nostro Rhyncospermum jasminoides, comunemente conosciuto come falso gelsomino e anch'essa ha bisogno di un tutore o qualcosa su cui arrampicarsi in quanto è sprovvista di cirri, o vitigni. Questi sono delle foglie che hanno modificato la loro struttura in filamenti simili al cavatappi che permettono alla pianta di aggrapparsi ad un sostegno (numerosi, tra gli altri, nella vite, passiflora e nel glicine).

Particolare è la classificazione botanica: fa parte della famiglia delle Schisandraceae, ma risalendo la classificazione, scopriamo che appartiene alla classe delle Magnoliopsida, la stessa nella quale troviamo le monumentali Magnolie frequenti nei nostri giardini.
Pianta rampicante molto rustica, sopporta, senza subire, temperature sotto di dieci gradi, gradisce un'esposizione leggermente riparata dal sole diretto delle ore più calde della giornata, oppure in mezz'ombra; all'ombra tende ad avere la vegetazione più rada e più allungata con meno fiori e, di conseguenza, meno frutti. Questa è una caratteristica comune alla quasi totalità delle piante.

Nel 1998 la Russia celebrò la Schisandra chinensis con l'emissione di un francobollo

TERRENO

Anche in terreni poco fertili, poveri, sassosi la Schisandra chinensis riesce a vegetare senza problemi. E' importante che trattengano l'umidità, ma che siano anche ben drenanti, assolutamente non deve ristagnare l'acqua e, se sono coltivate in vaso, accertarsi che vi siano numerosi fori di scolo e usare un terriccio molto drenante. Preferiscono che il terreno sia tendenzialmente acido, con ph inferiore a 7, ma reggono molto bene sbalzi sia acidi che calcarei.
Quando si piantuma una Schisandra chinensis si deve prestare molta attenzione affinché l'acqua piovana non percoli alla base e non vi sia vicino lo stillicidio continuo di tubazioni o gomme per innaffiare. Un accorgimento pratico molto valido è quello di fare una leggera montagnetta tutt'attorno alla base della pianta.
In terreni molto ricchi e fertili, la Schisandra chinensis tende a vegetare moltissimo producendo lunghe liane con internodi distanti tra loro, questo, oltre a rendere l'aspetto della pianta "filato" causa una minore e più rada produzione di fiori e frutti a discapito dell'estetica e del raccolto.

FIORI E FRUTTI

Bianco-cerosi, piccoli, con piccioli molto lunghi e non molto appariscenti, ma profumati, sono i fiori che a tarda primavera appaiono numerosi. Sono fiori dioici, significa che gli stami, organi riproduttivi maschili, e i pistilli, organi di riproduzione femminili, non sono sulla stessa pianta.

Affinché la pianta femminile di Schisandra chinensis fruttifichi deve avere vicino una pianta maschile. Inoltre i fiori non vengono impollinati dagli insetti, (impollinazione entomofila), ma solo dal vento, (impollinazione anemofila) in quanto contengono polline, ma non nettare per cui la sua mancanza e la modesta appariscenza non inducono gli insetti a posarsi.
Dai fiori impollinati in estate compariranno piccoli grappoli, simili a quelli del ribes (vedi), con minuscole bacche sferiche verdi che velocemente raggiungeranno la grandezza di un piccolo acino d'uva. Col passare dei caldi giorni dell'estate, le bacche si trasformano da verdi in rosa chiaro quindi, versa la fine della stagione, in un bel rosso lucente conferendo al cespuglio un magnifico aspetto.

Se non colte, le bacche resteranno sulla pianta per lungo tempo, sino all'arrivo del freddo, anche dopo la caduta delle foglie rendendo il cespuglio ancora più caratteristico.

POTATURA E CURE COLTURALI

La Schisandra chinensis è una pianta sarmentosa e dalla vegetazione compatta, ma molto disordinata. Ricordiamo che per pianta sarmentosa si intende quella con fusto o rami lunghi e flessibili, ricadenti verso terra o rampicanti provvisti o meno di cirri e stoloni.
Di conseguenza la potatura principale da eseguire nel periodo invernale a pianta spoglia, quando la pianta è diventata adulta, consiste nell'eliminazione, o nel diradamento, dei lunghi tralci che possono partire sia dalla base che dai vari rami. Qualora questi tralci avessero un portamento invadente e disordinato anche nel corso della vegetazione estiva, è sempre possibile la loro eliminazione.

Oltre a questo, la potatura è principalmente rivolta all'aspetto estetico e allo spazio a disposizione. Per contenerla e sufficiente accorciare tutti i rametti e diradandola quando comincia a diventare troppo fitta, oltre all'ovvia eliminazione delle parti morte.
Pianta molto rustica, ma anche molto intollerante al ristagno idrico: come già detto, non va piantumata in posizioni affossate che indurrebbero al convogliamento dell'acqua piovana o dell'irrigazione, ma in posizione completamente opposta cioè su terreno rialzato.
Se nel periodo estivo le foglie tendono a diventare verde pallido, è molto probabile che sia sintomo di esposizione solare troppo forte: è opportuno cambiarle posto o cercare di ripararla nelle ore più calde.

Le irrigazioni sono modeste e perlopiù di soccorso nei periodo più siccitosi e caldi dell'estate.

I principi attivi di cui la Schisandra chinensis dispone, la difendono dagli attacchi parassitari. Non si annoverano insetti che attaccano la pianta se non in forma molto rara ed occasionale; lo stesso per gli attacchi fungini.