La flora batterica intestinale e i probiotici

11/04/2011
La flora batterica intestinale è costituita da un insieme di organismi viventi, batteri, protozoi e funghi, che vivono nell'intestino degli animali, incluso l'uomo, come "ospiti". Essi vivono in stretta associazione con l'ospite formando un ecosistema complesso, in delicato equilibrio con l'ambiente intestinale, realizzando una vera simbiosi (legame durevole fra animali o piante di specie diverse, con reciproco vantaggio) con l'ospite stesso. Se, infatti, gli organismi che costituiscono la flora batterica traggono il loro sostentamento dall'organismo che "colonizzano", è anche vero che essi apportano all'ospite grandi benefici derivanti dalle loro attività metaboliche.

La presenza di questi "microbi" benefici nell'intestino dell'uomo quindi non è casuale, ma risponde a ben precise esigenze. Si calcola che ci possano essere circa 400-500 specie diverse che stabiliscono un equilibrio in grado di favorire l'assorbimento delle sostanze nutritive derivate dagli alimenti, e di aumentare la resistenza alle malattie; ciascuna specie occupa una propria nicchia lungo tutto il tratto gastrointestinale e svolge diverse funzioni: serve come barriera contro i microrganismi patogeni (possibili fonti di malattie), è fonte di energie e di sostanze nutritive, condiziona il sistema immunitario della mucosa. Una buona flora microbica, infatti, stimola il sistema linfatico locale e aumenta il rinnovamento delle cellule epiteliali (cellule di rivestimento di un tessuto vivente, come pelle o mucose) della mucosa intestinale, stimola le difese immunitarie aumentando la mobilizzazione delle cellule deputate alla difesa dell'organismo, i macrofagi, dei quali aumenta anche la capacità di fagocitosi (dal greco phagos = mangiatore; capacità di certe cellule di inglobare al loro interno, neutralizzandoli, corpuscoli, batteri, eccetera), potenziandone quindi la capacità difensiva e mettendo in atto una vera e propria barriera difensiva.

Ma la flora batterica intestinale è sempre presente nell'intestino? In realtà alla nascita l'intestino del neonato è sterile, ma entro pochi minuti dalla nascita incomincia la colonizzazione da parte dei germi presenti sulla madre e nell'ambiente circostante. Possiamo paragonare l'intestino sterile del neonato a un grande stadio con miliardi di posti (questo è infatti l'ordine di grandezza a cui si deve pensare), ancora completamente vuoto; alla nascita i germi "benefici" incominciano ad occupare i posti liberi, instaurando un rapporto che durerà tutta la vita, impedendo così fisicamente l'impianto di microrganismi nocivi ed evitando che 'intestino venga aggredito dai germi patogeni. Questi ultimi infatti devono potersi fissare alle cellule epiteliali della mucosa (cellule bersaglio), per iniziare a riprodursi e diventare aggressivi, per produrre lo stato di infezione intestinale. La flora batterica benefica agisce quindi come barriera difensiva, creando un ambiente inospitale agli agenti patogeni, modificando il pH intestinale e rendendo inutilizzabili le cellule bersaglio con la propria presenza su di esse. Per riprendere l'esempio dello stadio, se i posti sono "occupati" dai batteri benefici, i microrganismi patogeni non possono "sedersi", quindi non sono in grado di aderire alla mucosa intestinale e saranno eliminati attraverso i movimenti peristaltici intestinali, insieme alle feci.

Quando il neonato passa da un'alimentazione esclusivamente lattea (sia materna che artificiale) ai cibi solidi, anche la flora batterica intestinale si modifica, adattandosi via via alle nuove situazioni, ma provvedendo a mantenere quell'equilibrio che consente all'organismo di proteggersi dalle malattie, e facilitando contemporaneamente l'assorbimento delle sostanze nutritive.

Vengono riconosciute come benefiche diverse specie batteriche, specialmente quelle appartenenti al gruppo dei lactobacilli e dei bifidobatteri, come Lactobacillus acidophilus, L. sporogenes, L. rhamnosus, L. thermophilus, L. bifidus, L. plantarum, L. casei, Bifidobacterium infantis, B. longum, che hanno diverse funzioni positive, come la modificazione del pH intestinale, la sintesi di vitamine del gruppo B e acido folico, l'azione immunostimolante, l'inibizione della crescita di batteri patogeni.

Per favorire l'efficienza della flora batterica intestinale è utile mantenere una corretta alimentazione, ma talvolta questo non è sufficiente, come nel caso di assunzione di alcuni farmaci, specie gli antibiotici, vomito prolungato, diarrea o stitichezza, flatulenza, infezioni uro-genitali, alimentazione scorretta. In questi casi è utile somministrare integratori di microrganismi benefici, i Probiotici, che contengano anche sostanze in grado di stimolarne e favorirne la crescita, le sostanze Prebiotiche.

Il Probiotico quindi è un supplemento dietetico costituito da microrganismi vivi, capaci di influenzare positivamente l'ecosistema intestinale, nel quale arrivano ancora vitali, dopo aver superato le barriere costituite dai succhi gastrici e dalle secrezioni digestive dell'intestino tenue, pur con alcune perdite; a queste tuttavia si può ovviare sottoponendo i Probiotici ad un moderno processo di microincapsulazione, che permette loro di superare la barriera gastrica, mantenendo intatta la capacità di colonizzare l'intestino, dove interagiscono potenziando la flora microbica e ristabilendo l'equilibrio eventualmente perduto per le cause che abbiamo elencato. I Probiotici si avvalgono della presenza delle sostanze prebiotiche utili alla loro proliferazione, che sono composti dietetici non vivi, che arrivano inalterati nell'intestino dove fungono da substrato specifico per la loro crescita, promuovendo un cambiamento nella flora microbica intestinale, a favore di una popolazione più salutare.

I Prebiotici sono costituiti da oligosaccaridi e polisaccaridi non digeribili per l'organismo umano, non vengono quindi attaccati dagli enzimi digestivi e di conseguenza non possono essere assimilati nell'intestino tenue, ma agiscono da nutrimento per la flora microbica intestinale.
Uno dei Prebiotici più interessanti è l'inulina, presente in diverse piante fra cui è importante la Cicoria che ne contiene un'alta percentuale, quindi svolge una buona ed utile azione Prebiotica nel favorire la crescita e lo sviluppo di una flora batterica ottimale, mantenendone una fisiologica funzionalità e un buon equilibrio.

Dobbiamo quindi orientare la nostra scelta verso integratori di fermenti lattici probiotici di buona qualità, che rispondano alle caratteristiche suddette, che contengano un alto numero di cellule vitali Probiotiche, almeno 5-10 miliardi per capsula, con il fattore Prebiotico che ne garantisca un'alta replicazione, una volta che siano arrivate a destinazione.

L'integrazione di fermenti lattici può essere effettuata periodicamente, tre/quattro volte l'anno, a scopo preventivo per dieci o quindici giorni; se invece la flora batterica è già impoverita e danneggiata, l'assunzione può essere protratta anche per un mese o più.
In caso di patologie in cui è particolarmente importante la buona salute della flora batterica intestinale, come in caso di colite ulcerosa, l'assunzione di fermenti lattici è consigliabile per periodi prolungati.
Dott.ssa Marina Multineddu

[fonte: www.lerboristeria.com]