I probiotici

11/04/2011
A cura di Alessandra Mallarino

Il termine "probiotico" deriva dal greco: "pro-bios" e significa a favore della vita; se per assonanza è terminologicamente simile ad "antibiotico", si contrappone totalmente per la sua funzione che appare diametralmente opposta.Sovente, proprio in concomitanza di un trattamento antibiotico, vengono somministrati fermenti lattici e probiotici per reintegrare e rinforzare la flora intestinale.

Basandosi sulla definizione del ricercatore inglese Fuller (1989): "il probiotico è un microrganismo vivente che esercita un effetto positivo sulla salute dell'ospite con il risultato di rafforzare l'ecosistema intestinale".Gli antenati dei probiotici furono oggetto di interesse e di studio da parte di E. Metchinkoff (1845-1916) figura di rilievo in ambito scientifico che nel 1882 lasciò il suo paese natale l'Ucraina, per raggiungere Parigi, lavorando presso l'Istituto Pasteur, dove condusse i suoi studi sui latti fermentati, evidenziando l'azione positiva di questi prodotti sulla flora intestinale.
Metchinkoff studiò la vita e le abitudini alimentari dei pastori caucasici, scoprendo quanto fosse largamente consumato il latte fermentato nella loro abituale alimentazione, il suo interesse era quello di scoprire i benefici di questi prodotti sulla salute umana.
In Francia nel 1906 la società "Le Fermente" iniziò a commerciare un latte fermentato "Lactobacilline" prodotto con ceppi batterici selezionati dallo stesso Metchikoff, qualche anno dopo, nel 1925 il termine "youghourt" entrò nel dizionario "Petit Larousse".
Dunque, grazie ai contributi di Metchinikoff e ai suoi studi si estese, anche in occidente, la cultura dei fermenti lattici andando ad anticipare l'era dei probiotici, prebiotici e alimenti funzionali.
I fermenti lattici sono quei preparati contenenti batteri vivi con la funzione di riequilibrare la flora intestinale. Dal punto di vista scientifico, da questi prodotti si è passati al concetto di probiosi cioè un'insieme di azioni favorevoli volte verso l'intestino attraverso attività di determinate colture batteriche vive e vitali.

Per quanto concerne i batteri lattici i gruppi principalmente utilizzati sono rappresentati dalle seguenti specie:
- Lactobacillus acidophilus
- Lactobacillus casei
- Lactobacillus lactis
- Lactobacillus bulgaricus
- Streptococcus thermophilus
- Bifido bacterium bifidum

I primi tre sono principalmente impiegati per latti fermentati acido-alcolici, gli ultimi due per i latti fermentati probiotici.
Consideriamo che all'interno del "classico" yougurt esistono batteri vivi, ma non vitali, cioè incapaci di riprodursi nell'intestino, nello specifico lo yougurt anche detto latte acido è ottenuto innestando streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus si differenzia dallo yougurt prodotto con microrganismi "probiotici" e cioè Bifido bacterium bifidum e Lactobacillus acidophilus, quest'ultimo è particolarmente efficace contro i patogeni intestinali.
Non bisogna dunque confondere i comuni yougurt con i probiotici, poiché alla base della produzione si impiegano batteri diversi.

Passiamo a verificare sinteticamente le peculiarità dei principali ceppi:
Streptococcus: favorisce la produzione di vit B6 e B12.
Lactobacillus Bulgaricus: stimola la produzione
Lactobacillus acidophilus: ha ottime qualità come specie probiotica essendo particolarmente forte nel superare le barriere acide dello stomaco, i sali biliari nel piccolo intestino, questo batterio è un amico del nostro intestino, tra gli effetti più significativi ricordiamo: assimiliazione e produzione delle vitamine del gruppo B, fornisce al corpo l'enzima Lattasi. Su questo batterio sono in corso diversi studi che ne sperimenterebbero l'effetto curativo su casi di candida, herpes, ipercolesterolemia, infezioni cutanee.
I Bifido batteri: sono batteri particolarmente utili per l'intestino, i benefici sono paragonabili a quelli apportati dall'acidophilus.

Esistono comunque delle condizioni che purtroppo possono distruggere considerevolmente il quantitativo numerico di questi batteri:
- Uso di antibiotici
- Cattiva digestione
- Scorrette abitudini alimentari
- Stress (lavoro, studio ecc)
- Pillola anticoncezionale
- Acqua trattata con cloro e fluoro

Per avere una chiara idea della collocazione commerciale e merceologica di questi prodotti, è possibile sostenere che la loro appartenenza è da collocarsi all'interno del gruppo definito "functional food", e cioè alimenti funzionali, di cui fanno parte anche i prebiotici.

I prebiotici
I prebiotici secondo la definizione di Gibson e Roberfroid (1995);" sono sostanze non digeribili di alcuni alimenti che stimolano l'azione benefica sull'ospite promuovendo la crescita di una o più specie batteriche considerate utili per l'uomo".
Si tratta quindi di fibre idrosolubili, non gelificanti tra le quali le più studiate sono: i polisaccaridi non amidacei o beta-glucani, fructani, oligofruttosaccaridi (FOS), tra i quali citiamo l'inulina.
I functional food hanno la peculiarità di produrre vari effetti fisiologici benefici come ad esempio quello di mantenere un buon stato di salute.
I prebiotici sono carboidrati non digeribili (frutto e galatto-oligosaccaridi), la cui proprietà è quella di favorire nel colon lo sviluppo della microflora probiotica.
La parola simbiotica definisce una "mistura" tra probiotico e prebiotico la cui azione è sinergica sulla salute umana.

Requisiti richiesti ai probiotici
Consideriamo ora i requisiti che debbono avere questi microrganismi:
- essere sicuri per l'impiego umano
- resistenza a pH bassi
- resistenza al succo gastrico, pancreatico e sali biliari
- essere vivi e vitali

Attualmente l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la FAO stanno elaborando delle linee guida internazionali volte a regolare la ricerca e la tipologia di mercato dei probiotici.
Dagli anni '90 l'Unione Europea finanzia circa 60 laboratori che si occupano di testare sia l'efficacia dei probiotici che la scoperta dei ceppi batterici, le linee guida si baseranno su questi risultati con lo scopo di tutelare la salute del consumatore.
Gli alimenti che conterranno probiotici dovranno essere sottoposti ad una legislazione internazionale che permetterà di leggere sulla confezione: famiglia e nome del ceppo, data di scadenza, concentrazione minima, modalità di conservazione e funzione nell'ospite.
Statisticamente, da un'ultima ricerca condotta da AC Nielsen emergerebbe che nel 2002, circa 18 milioni di famiglie italiane hanno consumato yougurt e prodotti simili, fra queste circa 4 milioni e mezzo hanno scelto alimenti contenenti probiotici.
Da queste ricerche e studi si evidenzia, quindi, un discreto interesse rivolto a questi prodotti, confermando l'antica tendenza che Metchikoff aveva anticipato in modo lungimirante, l'applicazione di questi prodotti a favore della salute dell'uomo.

BIBLIOGRAFIA
Gibson R.G. and Roberfroid M.B: Dietary modulation of the human colonic microbiota: introducing concept of prebiotics. J .Nutr (125) pp.1404-1412, 1995
Zoli G. e Franchini R.: I probiotici e le malattie gastrointestinali. Cenèsthesis 1, VI, 2-5 Gennaio Febbraio 2000 Gatti PM "Functional Food: i prebiotici ed i probiotici" Cenèsthesis 1, VI, 2-5 Gennaio Febbraio 2000
Bottazzi V. (1998) "I latti fermentati" . Ediz. Istituto Danone, Milano.

[fonte: www.benessere.com]