I probiotici fondamentali per la salute dell'intestino (e non solo)

03/02/2016

Sono tutti uguali? Vanno presi durante la terapia antibiotica o dopo? Ci sono rischi nell'assunzione fai da te? Possono curare i problemi dell'intestino? 

Ecco una guida per rispondere ai dubbi su quelli che erroneamente vengono considerati dei semplici integratori

L'importanza della flora intestinale per la nostra salute e il nostro benessere è ormai un dato di fatto. In caso di squilibrio, è importante aiutare la nostra flora a ricostituirsi e a rigenerarsi.

Chi non ha mai preso i fermenti lattici alzi la mano. Il nome corretto, in realtà, è probiotici e di solito sono consigliati a chi deve assumere gli antibiotici, in caso di infezioni del tratto digerente e, recentemente, anche per le allergie. Sono batteri, gli stessi che si trovano nell'intestino delle persone sane, come i bifidobatteri e i lattobacilli: "Organismi vivi e vitali, che conferiscono benefici alla salute dell'ospite quando sono consumati in adeguate quantità", come riporta la definizione della Fao (l'Organizzazione delle nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura). Già, ma sono tutti uguali i tipi di probiotici? Sono meglio quelli del banco frigor del supermercato o quelli in farmacia? Quali sono queste "adeguate quantità"? Ci sono delle controindicazioni? Meglio le miscele di diversi batteri o i ceppi singoli? E quando vanno assunti? Ora risponderemo a tutte queste domande.

I probiotici

I probiotici sono definiti organismi vivi che, se somministrati in maniera adeguata, possono conferire benefici alla salute. Sono stati studiati numerosi tipi di probiotici. Si è evidenziato che alcuni tipi di probiotici sono efficaci per il miglioramento della sindrome dell'intestino irritabile, della colite ulcerosa (una forma di disturbo intestinale) e malattie infettive, così come possono ridurre il rischio di sviluppo di eczema e altre condizioni allergiche.

Anche gli individui sani possono trarre beneficio dall'assunzione dei probiotici. E' stato dimostrato che i probiotici possono ridurre i rischi di malattie infettive, tra cui malattie del tratto respiratorio superiore di popolazioni sane.

I probiotici non sono tutti uguali! Ogni effetto del probiotico è generalmente specifico del ceppo di batterio probiotico usato. Questo indica che se viene individuato un effetto di un tipo di probiotico, non si possono trarre conclusioni sui possibili effetti di altri ceppi di probiotici. Il kefir è considerato dalla comunità scientifica come l'alimento probiotico per eccellenza.


Come agiscono i probiotici?


microrganismi probiotici competono con quelli dannosi sottraendo il loro nutrimento ed occupando i possibili siti di adesione alle pareti intestinali. I probiotici agiscono influenzando l'equilibrio della flora microbica nell'intestino attraverso la produzione di acidi grassi a catena breve e aumentando l'efficacia globale della digestione. Gli acidi grassi a catena breve, prodotti dalla flora batterica, riducono anche il pH nell'intestino; questo, a sua volta, può modificare la consistenza delle feci stimolando la peristalsi intestinale. Nei soggetti che soffrono di disturbi del transito intestinale (flatulenza, transito irregolare o alterato, meteorismo,...), sarebbe pertanto interessante diminuire la proporzione di questi ceppi metanogeni nel colon e favorire ceppi come i Bifidobatteri, i Lattobacilli, che non sono responsabili della produzione di metano.

Vi sono diversi studi effettuati sull'uomo che dimostrano la capacità dei probiotici di accelerare il transito intestinale e stimolare la peristalsi. In particolare, alcuni studi sui Bifidobatteri hanno dimostrato la capacità di questi ultimi di ridurre il tempo di transito intestinale nelle donne che godono di buona salute e negli anziani. Questi effetti si evidenziano soprattutto nei soggetti con disturbi legati a un transito intestinale irregolare. I probiotici possono essere utili, come si ricordava, anche nella stipsi perché migliorano la motilità intestinale. Il loro consumo può portare dei vantaggi anche prima di intraprendere un viaggio, per "rinforzare" l'intestino e nel caso, contrastare la diarrea del viaggiatore che può colpire quando la meta è un paese che ha popolazioni batteriche differenti da quelle cui siamo abituati.

Una terapia a base di probiotici può essere utile prima e durante una terapia antibiotica, perché questi farmaci scombussolano l'equilibrio della flora batterica intestinale. Durante un'infezione intestinale possono facilitare la risoluzione dei sintomi, entrando in competizione con i batteri patogeni che ne sono la causa.

Per i loro effetti favorevoli sul sistema immunitario (e quindi sulle "difese" dell'organismo) i probiotici possono essere utili anche durante la stagione autunnale e invernale, per contrastare le classiche patologie da raffreddamento: specie negli anziani (che hanno un sistema immunitario più debole) e nei bambini (che si ammalano più spesso).


Quale probiotico


Su tutti questi punti c'è molta confusione, ma chiariamo subito un concetto: entrare in una farmacia e comprare il primo flacone di probiotici che capita, indipendentemente dal motivo per cui intendiamo assumerli, non è la cosa giusta da fare (sebbene sia esattamente quello che la maggior parte delle persone fa). Troppo spesso i fermenti lattici da banco di farmacia sono estremamente costosi a fronte di prodotti molto poveri di probiotici e sostanzialmente inutili! Per una volta è possibile unire il minor costo alla miglior efficiacia infatti rivolgersi al banco frigorifero del supermercato non solo costa meno, ma permette di utilizzare prodotti estremamente più ricchi di fermenti vivi ed efficaci, come il kefir, rispetto a quelli liofiizzati della farmacia.

La qualità dei probiotici.

Ma cosa significa probiotici di qualità? Bisogna essere certi che questi prodotti rispettino dei requisiti essenziali e siano sicuri. Il rischio principale, infatti, è che possono indurre la resistenza agli antibiotici; secondo, essendo organismi vivi il cui Dna muta molto velocemente, deve essere assicurata la loro stabilità; terzo, deve essere provata la loro capacità di raggiungere l'intestino e di aderire alle sue pareti, per produrre realmente tutti gli effetti benefici che promettono. Il consumatore deve essere ben informato.

Quanti probiotici e per quanto tempo.

Sono da preferire dosaggi che sembrano incredibilmente alti (decine di miliardi piuttosto che milioni) perché la percentuale dei batteri che riesce a sopravvivere e a raggiungere l'intestino è meno del 40%. Inoltre va considerato che l'intestino umano ospita un enorme quantità di microrganismi, approssimativamente 100 trillioni di batteri (un trilione equivale a un milione di bilioni, cioè un milione alla terza (1 000 000 000 000 000 000 ovvero 1 seguito da 18 zeri, e qusto in ogni singolo intestino umano!), superiori in numero alle cellule umane di circa 10 volte. Nel kefir sono presenti decine di miliardi di fermenti vivi per grammo di prodotto.

Il trattamento, inoltre, dovrebbe durare almeno un mese, (ma non ci sono controindicazioni a renderli parte permanente dell'alimentazione): un periodo di 7-15 giorni non può infatti modificare in maniera significativa la flora intestinale o per meglio dire il microbiota umano, ovvero l'insieme di microorganismi simbiontici che si trovano nel tubo digerente dell'uomo.

L'informale termine "flora intestinale" non è del tutto corretto in quanto si tratta prevalentemente di batteri mentre il termine flora evoca piuttosto il regno vegetale nel quale, nei tempi passati, erano classificati i batteri; aggiungendo che non si tratta soltanto di microbiota intestinali, ma egualmente anche gastrici, ed altri (bocca, gola, etc..), anche il termine umano è preferibile a intestinale per descrivere più fedelmente la natura simbiontica del microbiota.

Ad oggi non è possibile dire con assoluta certezza se sia meglio assumerli a digiuno o dopo i pasti, perché mancano ricerche mirate, ma il consiglio migliore sembra essere di assumerli con uno o due bicchieri d'acqua lontano dai pasti principali per ridurre il transito gastrico al minimo riducendo la mortalità dovuta alla barriera acida.

A cosa servono.

Se assunti nel modo corretto, i probiotici possono essere molto utili. Quando è sana, infatti, la flora intestinale facilita la sintesi delle vitamine, in particolare della vitamina K (che non assumiamo con il cibo) e che aiuta la disintossicazione dell'organismo, riduce la produzione eccessiva degli estrogeni, stimola la risposta immunitaria dell'intestino e lo protegge dalle infezioni.

L'importanza fondamentale di alimentazione e stile di vita.

Il tipo di flora intestinale di ciascun individuo è influenzato da molti fattori, anche prima della nascita. Persino il tipo di parto, naturale o cesareo, e l'allattamento al seno incidono sulla sua composizione. Dopo lo svezzamento, il principale fattore è la dieta. Un'alimentazione scorretta, per esempio la cosiddetta "dieta occidentale", ricca di acidi grassi trans e zuccheri semplici, proteine animali, addensanti e coloranti, è la causa principale di quella che i medici chiamano disbiosi (cioè l'alterazione della flora intestinale). Questa condizione provoca molti disturbi e può portare alla sindrome dell'intestino irritabile (di cui soffre circa il 7-10% della popolazione). Non solo: si è visto che le persone in sovrappeso o obese che hanno una flora batterica alterata tendono a ingrassare anche quando seguono un regime ipocalorico. Altre cause della disbiosi sono gli stress psico-fisici, le alterazioni del ritmo sonno-veglia e un uso non corretto dei farmaci: in particolare, oltre agli antibiotici, un abuso di lassativi e antinfiammatori. In questi casi, sotto la guida di un gastroenterologo esperto, i probiotici possono aiutare a ricreare la flora intestinale corretta.

La mia alimentazione può incidere sull'equilibrio della mia flora intestinale?

Sì, indubbiamente! Troppi zuccheri a rapido assorbimento favoriscono la proliferazione dei batteri di fermentazione, troppa carne favorisce i batteri detti putrefattivi. E se nella nostra alimentazione mancano le fibre (che costituiscono il cibo naturale dei batteri buoni), i batteri di putrefazione prendono il sopravento e si crea una situazione di squilibrio. Si comprende così perché una carenza di fibre nella nostra alimentazione può generare problemi di transito nel lungo termine.

Recentemente è stato sviluppato il concetto di un alimento in grado di promuovere in modo selettivo lo sviluppo e le attività dei batteri autoctoni benefici che colonizzano il tratto intestinale. Questi sono i prebiotici (ingredienti non digeribili) che stimolano lo sviluppo e le attività dei microrganismi intestinali utili, modulano il transito intestinale e l'attività fermentativa, riducono la produzione di ammoniaca e controllano i disturbi intestinali. Sono rappresentati in particolare dall'inulina (contenuta in cipolla aglio,cicoria, asparagi, carciofi), dai GOS e FOS.

E' sempre più evidente dalle ricerche che, per il buon funzionamento del microbiota intestinale sono necessari gli alimenti funzionali naturali che contengono: fibre (cellulosa, emicellulosa, pectine, gomme, lignina), acidi grassi polinsaturi ( oli vegetali di semi di lino, zucca, girasole, oliva), acidi grassi omega 3 ( nei pesci, oli di origine vegetale, noci e legumi), carotenoidi e vit. A, luteina ( negli spinaci, broccoli, piselli, lattuga, prezzemolo), licopene ( nel pomodoro, pompelmo rosa, mango, anguria), zeaxantina( vegetali giallo-arancio, ortaggi verde scuro), beta-carotene ( carote, zucca, peperoni, albicocche), polifenoli, flavonoidi ( olive, cipolla, aglio, cavoli, lattuga, mirtillo, pomodori, mele, albicocche), isoflavonoli (soia e leguminose), antociani ( frutti rossi, uva, arance rosse), flavoni (sedano, olive). Tutti questi composti diventano la chiave di volta del nostro benessere se associati in modo bilanciato al nostro cibo quotidiano; la nostra microflora autoctona si modulerà in quantità e tipo, come detto sopra, e favorirà in modo personalizzato le attività fisiologiche di ognuno di noi.

Effetti positivi associati all'uso di probiotici

rimozione degli antigeni nocivi

alleviazione dell'intolleranza al lattosio

stimolo sullo sviluppo linfoide associato alla mucosa intestinale con conseguente rinforzamento delle difese immunitarie intestinali e generali

probabile diminuzione dei livelli di colesterolo nel siero

probabile riduzione delle allergie alimentari

Indicazioni terapeutiche*

CERTE

Diarrea associata ad antibiotici

Enterite e diarrea da Rotavirus

Rinforzamento delle difese immunitarie intestinali

Intolleranza al lattosio


PROBABILI

Diarrea del viaggiatore

Helicobacter pylori

Malattie intestinali infiammatorie (Morbo di Crohn; Colite ulcerosa)

Prevenzione del tumore al colon

Malattia diverticolare e sindrome del colon irritabile

Allergie alimentari

Colesterolo alto

Stitichezza cronica

Vaginite batterica

Carie dentale

Infezioni delle vie urinarie


*L'efficacia di tali microrganismi può comunque variare in relazione al tipo di batteri utilizzati e alla risposta individuale.