Ratania radice in Tintura Madre

Ratania radice in Tintura Madre

EUR 8,90

flacone da 50ml
E' utilizzata per conferire tonicità alla pelle, emostatico, per gengiviti, stomatiti, vaginiti ed emorroidi. Possiede attività antinfiammatorie ed astringenti, che la rendono uno specifico rimedio antidiarroico, ma anche antiossidante.

Disponibilità: Non disponibile

Consigli d'uso
30/50 gocce in poca acqua
2 o 3 volte al giorno,
secondo esigenze personali.

Ratania (Krameria triandra Ruitz e Pavon, fam. Krameriaceae) è il nome comune di un arbusto ramificato originario delle Ande boliviane e peruviane, dove trova il proprio habitat ideale tra i 900 ed i 3000 metri di altitudine. La droga, costituita dalle radici essiccate di Ratania, si caratterizza per la ricchezza in tannini condensati catechinici; per questo, gode di interessanti proprietà astringenti, antinfiammatorie, emostatiche ed antidiarroiche.

In vitro, la radice di Ratania ha dimostrato interessanti proprietà batteriostatiche, battericide, micostatiche e fungicide. Dalla comunione di queste attività nasce l'indicazione all'uso della droga, sottoforma di tintura, nel trattamento delle gengiviti e delle stomatiti (infiammazione della mucosa della bocca). A tale scopo, la farmacopea ufficiale italiana riporta nel proprio formulario una preparazione a base di mirra (50% m/m) e ratania (50% m/m).

Inoltre, negli ultimi anni, si è diffuso l'utilizzo di estratti lipofili di ratania - ricchi in neolignani e nor-neolignani a struttura benzofuranica - in prodotti dermatologici e ginecologici utili in presenza di affezioni batteriche e fungine, come la candidosi, la tricomoniasi e la vaginosi batterica.
Secondo la Farmacopea Europea IV, la tintura di Mirra si prepara con una parte di mirra ogni 5 parti di etanolo (Alcol etlico) al 90% V/V. In commercio si possono trovare anche tinture di ratania 1:5 in alcol al 70%, preparate secondo i dettami della FUI, che prevede tra l'altro un titolo in tannini uguale o superiore al 2%.

Le tinture di Ratania si possono utilizzare pure, pennellando direttamente le parti da trattare, oppure diluite in acqua per gargarismi.
Sottoforma di pomata per uso esterno, la Ratania trova impiego nel trattamento delle ragadi anali e mammarie, delle emorroidi e delle fistole anali.

Questa pianta, proveniente dalla famiglia delle Cesalpinacee Leguminose, ha un sacco di importanti qualità. Detta anche Ratania del Perù, la ratania è comune in Bolivia, Brasile e sulle Ande Peruviane, e in ambito terapeutico se ne impiega soprattutto la radice.

Gli indios la utilizzano per l'igiene e la cura dei denti, infatti ha la peculiarità di conferire la saldezza dei denti alle gengive e viene impiegata nei casi di gengivite o stomatite, rende i denti brillanti e mantiene il colorito rosato delle gengive sane. Per questo è indicata come una delle cinque erbe più salutari per l'igiene del cavo orale e per la pulizia quotidiana della bocca.

È inoltre scientificamente provato che la ratania:

svolge un'azione astringente sui tessuti
agisce come antisecretivo
favorisce il legame tra le molecole proteiche
interferisce con l'assorbimento di ferro e di altri minerali quanto viene ingerita.

Le sue proprietà astringente, antinfiammatoria, vasculotropa e battericida la rendono utile sia come rimedio esterno che interno.

Uso esterno: ridà tono alla pelle rilasciata, messa su una ferita arresta il sangue, è alla base di preparati medicinali per la pulizia di denti e gengive e per la cura di gengiviti e stomatiti, in preparazioni appropriate si usa per irrigazioni vaginali e nelle vaginiti di varia natura, è coadiuvante nella cura delle emorroidi, ragadi e fistole anali.

Uso interno: è di aiuto contro le emorragie, nelle emorroidi, nella cura dei disturbi cronici del tratto gastrointestinale (ulcere duodenali o gastriche, reflusso esofageo, colite ulcerosa, colite spastica, diverticolosi, diverticolite), nelle turbe della fragilità capillare cutanea e insufficienza venosa.