Cren-Rafano radice in Tintura Madre

Cren-Rafano radice in Tintura Madre

EUR 8,90

flacone da 50ml
Utile nel trattamento contro reumatismi, bronchiti e difficoltà respiratorie in genere. Inoltre, adatto per stimolare la diuresi, trattare infezioni a carico delle vie urinarie e favorire la digestione.

Disponibilità: Disponibile

Nei tempi antichi la radice veniva usata come cibo e medicine per aumentare l'appetito, e le malattie gastrointestinali, malattie del fegato, dei reni e della vescica, malattie polmonari, infiammazione delle vie respiratorie superiori, gotta, reumatismi, radicolite, il trattamento delle ferite purulente e il cancro.

Il Rafano è carico di vitamina C e B, è una vera e propria difesa contro la carenza di vitamina C, presenta anche: fenoli, acido ascorbico, resina, cumarine e zuccheri, calcio, magnesio, ferro, rame, fosforo, zolfo, e vari aminoacidi, enzimi e proteine ad attività battericida.

Attualmente ne è stato riscoperto l'uso in medicina per trattare le infezioni delle vie urinarie, le affezioni dell'apparato respiratorio e come stimolante i processi digestivi e diuretici.
L'azione della bile viene stimolata e rafforzata dal Rafano, che però può risultare non indicato per chi accusa disturbi legati all'acidità di stomaco.

Alcuni studi inoltre hanno dimostrato che le cellule vegetali danneggiate secernono glucosinati, che convertiti in isotiocinati, hanno manifestato attività potenziali come agenti protettori dal cancro poiché molti di essi inibiscono l'effetto cancerogeno di svariate sostanze.

Numerosi sono i sinonimi attribuiti al rafano, utilizzati comunemente nella lingua parlata, così come molteplici sono i nomi scientifici ascrittigli: il rafano viene volgarmente chiamato cren o barbaforte, ed in botanica è catalogato come Armoracia rusticana, Cochlearia armoracia, Raphanus magna, Radicula armoracia e Nasturtium amoracia.
RafanoIl rafano è coltivato per le radici fittonanti, utilizzate nella preparazione della nota salsa cren, ottenuta semplicemente grattugiando la radice, con l'aggiunta di aceto e pangrattato: si tratta di una salsa acre, non apprezzata da tutti proprio per il sapore particolarmente forte, acre ed acidulo.
Descrizione botanica

Il rafano è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere, la stessa dei ravanelli, della senape e del cavolo): data la sua rigogliosità, il rafano viene talvolta considerato addirittura una pianta infestante. Le foglie sono molto grandi, ruvide, allungate, dal colore verde scuro o brillante, in grado d'innalzarsi sino ad un metro d'altezza; i fiori, piccoli e bianchi, sono raggruppati in racemi e si distinguono per la particolare disposizione a croce dei petali.
Abbiamo visto che il rafano viene ampliamente coltivato per la radice: si tratta di una radice fittonante, dal colore biancastro-giallo, polposa ed allungata.
Il rafano presenta un sapore acre, pungente, paragonabile a quello della senape; le radici vengono raccolte a fine estate-inizio autunno.
Il rafano predilige terreni fertili, con un alto grado di umidità, e viene preferibilmente coltivato in ambienti poco ombreggiati.
Si ritiene che il rafano abbia avuto origine nella Penisola Balcanica ma, più in generale, il rafano è oriundo dell'Europa centro-meridionale.
Salsa cren

Come accennato, il rafano è sfruttato ad uso alimentare per preparare salse acidule e pungenti: alcuni definiscono il rafano come una sorta di wasabi, ma estremamente meno piccante. Il sapore, infatti, seppur acre, non risulta piccante o, per meglio dire, la radice è dolce ma fortemente balsamica ed aromatica: in dosi eccessive può indurre lacrimazione.
In genere, la salsa cren è preparata con la radice di rafano grattugiata, a cui viene aggiunto aceto e pane grattato; tuttavia, esistono molte varianti di salsa cren.
Nonostante in Italia il rafano sia apprezzato nelle regioni del Nord, in Basilicata si prepara una variante interessante di questa salsa: il cren grattugiato viene mescolato a uova, prezzemolo, pepe nero e formaggi forti (es. pecorino), per preparare gustose frittate. In altre regioni, invece, il rafano viene grattugiato direttamente nel piatto e mescolato a formaggio.
La salsa cren è magistralmente adatta per accompagnare bolliti, pesce affumicato, uova e formaggi: per chi ama i sapori forti e decisi, il cren si adatta perfettamente ad insaporire tutti i piatti.
Ogni regione è caratterizzata per le proprie pietanze tipiche: in Basilicata, per fare un esempio, del rafano non si utilizza solamente la radice, ma anche le foglie, che si prestano eccellentemente per cucinare minestre e zuppe di verza.Rafano radice
Rafano: proprietà

La radice di rafano è ricca di composti glucosinati (es. glucoclearina, singroside, gluconasturtiina): attraverso l'idrolisi di questi composti, si ottengono ulteriori sostanze quali isotiocianati ed isocianati. [tratto da Dizionario ragionato di erboristeria e di fitoterapia, di A. Bruni] da ricordare anche la modesta quantità di cumarine, fenoli e resine.
Inoltre, nel rafano si ritrovano anche considerevoli quantità di vitamina B1 e C, oltre ad una modesta quantità di olio essenziale (variabile dallo 0,5 all'1%). Si stima che 100 g di rafano apportino circa 48 Kcal.
Usi terapeutici

Nonostante sia noto per i suoi impieghi in ambito culinario, è doveroso puntualizzare che il rafano, proprio per la particolare composizione chimica, viene ampliamente sfruttato come rimedio terapico naturale.
Il rafano trova impiego nel trattamento contro reumatismi, bronchiti e difficoltà respiratorie in genere. Inoltre, sembra che il rafano sia adatto per stimolare la diuresi, trattare infezioni a carico delle vie urinarie e favorire la digestione.
Sconsigliato tuttavia per chi soffre di problemi gastrici, disturbi renali, bruciore di stomaco e ulcera. Le donne in gravidanza dovrebbero astenersi dal consumo del rafano.
Nell'ambito della medicina popolare, il rafano trova impiego anche per uso topico: a tal proposito, viene sfruttato contro alopecia (essendo caratterizzato da sostanze rubefacenti) e dermatosi dell'herpes.
Riassunto

Rafano: per fissare i concetti...

Rafano Sinonimi nella lingua parlata: cren, barbaforte
Nomi botanici: Armoracia rusticana, Cochlearia armoracia, Raphanus magna, Radicula armoracia e Nasturtium amoracia
Rafano: importanza commerciale Viene coltivato per la radice
Rafano: origine Si ritiene che il rafano abbia avuto origine nella Penisola Balcanica ma, più in generale, il rafano è oriundo dell'Europa centro-meridionale
Rafano: descrizione botanica Famiglia: Brassicaceae
Descrizione: pianta molto rigogliosa, quasi infestante
Foglie: molto grandi, ruvide, allungate dal colore verde scuro o brillante
Fiori: piccoli, bianchi, raggruppati in racemi
Petali: particolare disposizione a croce
Radice: fittonante, polposa ed allungata
Colore radice: bianco-giallastro
Terreno: fertile, con alto grado di umidità
Rafano: salsa cren e varianti Salsa cren classica: rafano grattugiato, aceto, pangrattato
Salsa cren della Basilicata: cren grattugiato mescolato a uova, prezzemolo, pepe nero e formaggi forti (es. pecorino)
Altra variante della salsa: il rafano viene grattugiato direttamente nel piatto e mescolato a formaggio
Rafano: salsa cren e caratteristiche Sapore: leggermente piccante, ma dolce, intenso e balsamico
Ottima per accompagnare carni, uova, pesci affumicati, formaggi, bolliti
Rafano: componenti chimici
composti glucosinati: glucoclearina, singroside, gluconasturtiina ��' idrolisi : isotiocianati ed isocianati
cumarine, fenoli e resine
vitamina B1 e C
modesta quantità di olio essenziale (variabile dallo 0,5 all'1%)
Rafano: impieghi terapeutici Rimedio terapico naturale:
Contro reumatismi, bronchiti e difficoltà respiratorie in genere
Stimola la diuresi
Tratta infezioni a carico delle vie urinarie
Favorisce la digestione
Consigliato, per via topica, contro alopecia e dermatosi dell'herpes
Il rafano è sconsigliato per chi soffre di:
Problemi gastrici
Disturbi renali
Bruciore di stomaco
Ulcera
Donne in gravidanza


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Consigli d'uso
30/50 gocce in poca acqua
2 o 3 volte al giorno,
secondo esigenze personali.