Alchechengio, Uciuva o bacca Incas essicata

Alchechengio, Uciuva o bacca Incas essicata

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Ricchissime di antiossidanti sono chiamate ''l'oro degli Incas'' e davvero sono un tesoro della Natura!

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Tags: Bacche

l nome botanico della pianta che ci dona questa meraviglia della natura è Physalis peruviana, ma ci sono molti altri appellativi per indicare questi preziosi frutti: alchechengi, uciuva, "bacca degli Aztechi" e anche "bacca del capo".

La Physalis peruviana (L.) è una pianta arbustiva della famiglia delle solanacee. Il nome italiano del frutto è uciuva o Alchechengio, ma viene anche chiamata bacca del Capo, bacca degli Inca o bacca degli Aztechi.

L'Alchechengio è un frutto dalla buccia liscia color giallo, molto simile ad un pomodorino, dal gusto agrodolce. Se essiccato può esser conservato a lungo e utilizzato in cucina per la preparazione di dolci, insalate di frutta e di verdura, in aggiunta a yogurt e tisane o consumato tal quale.

Le bacche di inca sono il frutto della Physalis peruviana una pianta appartenente alla famiglia della Solanaceae. Da un punto di vista nurizionale sono estremamente ricche di antiossidanti (superiori a quelli contenuti nei Goji, nel tè verde e nei mirtilli), ha un contenuto di fibra tre volte superiore a gran parte della frutta secca. Sono inoltre ricche di vitamina C, fosforo e potassio.

Modalita' d' uso:
Si consumano tal quali, nella decorazione di dolci, nello yogurt oppure si impiegano nelle preparazione dei muffins, delle torte, nel pane dolce e nei biscotti.

L'alchechengio peruviano o Incan berry quale alimento senza zuccheri aggiunti è adatto sia per adulti che per bambini, che può essere inserito in un regime alimentare sano ed equilibrato per godere delle preziose virtù di tutti i nutrienti che contiene, quali fibre, betacarotene, fosforo e ferro.

La Physalis peruviana appartiene alla famiglia delle Solanaceae, la stessa delle patate, peperoni, melanzane e dei pomodori. Nativa del Sudamerica ed apprezzata dagli Inca per molto tempo, questa pianta predilige le alte quote delle regioni andine ma si è anche adattata bene quando è stata esportata nel Capo di Buona Speranza (Sudafrica) intorno al 1800. All'interno del fiore secco dell'alchechengio nasconde una commestibilissima bacca di color arancione-giallognolo, conosciuta come uciuva, bacca degli Inca o ribes del Capo.

Queste bacche sono raccolte a mano e poi seccate al sole, in modo da conservare quel suo gusto unico. Le proprietà di questo frutto sono molteplici: e' ricco di antiossidanti (ne contiene addirittura di più delle bacche di goji, del tè verde e dei mirtilli); contiene tre volte più fibre e proteine della maggior parte della frutta secca; una porzione di 50-55g di uciuva ha più potassio di una banana; e' ricco di vitamina C e di fosforo, infine contiene una bassa quantità di sodio e buone quantità fibre e pectina.

I carotenoidi contenuti nell'uciuva inoltre hanno dimostrato di possedere forti qualità. La presenza di melatonina invece significa che il consumo di questo frutto può aiutare durante l'invecchiamento.

Si possono mangiare come come snack direttamente dalla confezione, magari accompagnate con cioccolato e del vino. Inoltre può essere utilizzato nella preparazione di dolci, come muffin, biscotti e torte.

La raccolta e il sapore

La preziosissima e buonissima bacca di color arancione chiaro si nasconde all'interno del fiore secco dell'alchechengi. Le bacche vengono raccolte a mano e poi essiccate al sole, in modo da conservare intatto le loro qualità nutrizionali e il loro gusto unico. Inoltre essiccate possono esser conservate a lungo e quindi utilizzate in cucina per la preparazione di dolci, biscotti, torte, oppure con insalate, macedonie, o anche in aggiunta a yogurt e tisane. È anche ottimo consumato al naturale come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, oppure come complemento della colazione. Un'altra idea è consumarle come dessert accompagnate con cioccolato e del buon vino. Anche il sapore è unico: è dolce ma leggermente acido, agrodolce appunto. La prova di assaggio di una persona esperta ha dato questa tra le risposte più creative: "un mix di prugna, mora, nocciola e un retrogusto di lime". Ma spiegare un sapore non potrà mai darvi l'idea di come realmente sia, se non le assaggiate. Quindi, assaggiatele!

Un pò di storia:

E' una pianta originaria del Sud America dove era coltivata e consumata sin dai tempi antichi per i suoi effetti rigeneranti e stimolanti su tutto l'organismo, fu poi importata e coltivata anche in Inghilterra dalla fine del XVIII secolo e in Sud Africa nella regione del Capo di Buona Speranza all'inizio del XIX secolo. Da tempi immemori le popolazioni indigene utilizzano questo Prodigio della Terra come coadiuvante per ascessi, tosse, febbre e mal di gola; Santa Ildegarda lo consigliava per problemi oculari e mal d'orecchio.

In natura la Physalis Peruviana si sviluppa assumendo una struttura ramificata a livello del suolo, contribuendo a preservare il terreno dall'erosione; preferisce terreni sabbiosi ed argillosi. Cresce in Perù, Ecuador e Colombia in aree incontaminate fra i 1.800 e i 2.800 m di altitudine con abbondanti precipitazioni annue. In primavera i rami si adornano di tanti fiori gialli i cui sepali, una volta sfiorito il fiore, si richiudono a forma di palloncino per permettere la crescita del frutto all'interno. Quando il frutto è maturo i sepali assumono il caratteristico colore arancione chiaro e per questo ricordano nell'aspetto tante piccole lanterne cinesi.