Riducolex - Colesterolo e Trigliceridi

Riducolex - Colesterolo e Trigliceridi

EUR 16,90

Flacone da 60 capsule da 500mg
Un grande aiuto naturale per favorire il mantenimento dei livelli fisiologici di colesterolo e trigliceridi grazie all'aiuto sinergico di Riso Rosso Fermentato, Gamma orizanolo, Garcinia e Melograno. In flacone da 60 capsule da 500mg

Disponibilità: Non disponibile

Ingredienti: 40% riso rosso fermentato (Monascus purpureus) estratto secco titolato al 1,5% in monacolina; 15% Gamma orizanolo estratto secco; 15% Garcinia cambogia frutto estratto secco titolato al 60% in acido idrossicitrico; 10% Melograno (Punica granatum) frutto estratto secco titolato al 40% in punicosides;
involucro: gelatina alimentare.

Modo d'uso: 2 capsule al giorno dopo i pasti.

Il riso rosso fermentato è ottenuto dalla fermentazione del comune riso da cucina (Oryza sativa), ad opera di un particolare lievito, chiamato Monascus purpureus o lievito rosso. Questo riso, che deve il suo nome alla caratteristica colorazione, rappresenta un componente tradizionale della fitoterapia cinese ma è molto conosciuto anche in occidente per le preziose virtù ipolipidemizzanti.
Un valido aiuto contro il colesterolo

Il riso rosso fermentato altri non è che il riso comune, denominato oryza sativa che viene fermentato da vari ceppi di un lievito noto come monascus purpureus, un microrganismo che deve il suo nome alla colorazione rossa, è infatti anche chiamato lievito rosso.

Il riso rosso fermentato è un componente tradizionale della cucina e della medicina popolare cinese; è usato come colorante in preparazioni alimentari, tra cui pesce, salsa di pesce, vino di riso, formaggio rosso di soia, vegetali in salamoia, carne salata.

In medicina è usato per migliorare la circolazione del sangue, nelle indigestioni, in casi di diarrea.

Il riso rosso fermentato contiene amido, acidi grassi, fitosteroli, isoflavoni, monacoline, pigmenti naturali quali monascine e monascorubine; le monacoline esercitano un'attività inibitoria sull'enzima idrossimetilglutaril coenzima A redattasi.

L'enorme interesse scientifico che circonda il riso rosso fermentato è legato alla presenza di Monascus purpureus; durante la sua attività fermentatrice, questo lievito si arricchisce infatti di un gruppo di sostanze, denominate monacoline, a cui è stata scientificamente attribuita una spiccata attività ipocolesterolemizzante. Tra queste, spicca la monacolina K, che rispecchia la struttura chimica e l'azione farmacologica della lovastatina (un farmaco appartenente alla categoria delle statine). Similmente a tali prodotti farmaceutici, la monacolina K del riso rosso è in grado di inibire la HMG-CoA reduttasi, che rappresenta un enzima chiave nella biosintesi del colesterolo. Dal momento che i suoi livelli plasmatici dipendono soprattutto da questa via biosintetica (e solo in misura minore dalla dieta):
l'integrazione con riso rosso fermentato si è rivelata efficace per normalizzare i livelli di colesterolemia totale, colesterolo LDL e trigliceridemia.

Tecnicamente le sostanze che svolgono questa attività inibitoria su questo enzima si definiscono statine, e sono classificati come farmaci che hanno attività nel ridurre il colesterolo; in particolare le monacoline vengono convertite ad una forma chiamata lovastatina, che è la prima statina che è stata ricavata dalla ricerca farmaceutica.

Rispetto alla forma farmaceutica tradizionale di lovastatina, il riso rosso fermentato ha un dosaggio di monacoline assai inferiore ed è classificato, dopo una lunga battaglia legale, come integratore nutrizionale.

Il meccanismo con cui il riso rosso fermentato abbassa il colesterolo non è ancora del tutto chiarito; le monacoline di sicuro esercitano attività in tal senso, si trasformano nell'organismo umano prima in lovastatina e poi nella sua componente attiva il, il suo corrispondente beta–idrossi-acido, il quale diminuisce il colesterolo totale circolante nel sangue, il colesterolo a bassa densità (LDL), ed il rapporto tra LDL e colesterolo ad alta densità (HDL).

La cosa singolare è che l'attività ipolipidemizzante del riso rosso fermentato è maggiore di quella della lovastatina preparata farmaceuticamente; una dose di riso rosso fermentato dispone di circa 7 mg di lovastatina, mentre la compressa farmaceutica ha dosi di 10, 20 o 40 mg.

E' ancora da chiarire il meccanismo per cui una dose di riso rosso fermentato risulti più potente nel ridurre il colesterolo di una dose maggiore di lovastatina preparata farmaceuticamente, probabilmente per l'attività di altre sostanze in esso contenute.

Il riso rosso fermentato ha anche attività nel ridurre i trigliceridi.

In uno studio condotto su 502 pazienti afflitti da iperlipidemia, con un trattamento quotidiano di 600 mg 2 volte al giorno per 4 settimane si è avuta una riduzione del colesterolo totale del 22,7% e del colesterolo LDL del 30,9%.

In tal senso, il riso rosso fermentato è più efficace rispetto alla somministrazione di dosi equivalenti di lovastatina, a dimostrazione che le sue proprietà rispecchiano un insieme di azioni non riconducibile alla sola monacolina K. Anche per questo, oltre alla ben documentata attività ipolipidemizzante, il riso rosso fermentato sembra ridurre il rischio cardiovascolare grazie ad azioni antiaterosclerotiche di altro tipo (effetto antinfiammatorio, vasodilatante e riduttivo sui livelli di lipoproteina A). La fermentazione controllata in laboratorio, inoltre, può variare leggermente la composizione del Monascus purpureus e permettere la selezione di ceppi ricchi in Monacolina K o in altre sostanze dotate di particolari azioni farmacologiche.

Il Gamma Orizanolo è una miscela di esteri dell'acido ferulico, steroli ed alcoli triterpenici.

Il Gamma Orizanolo , secondo gli studi effettuati, presenta un'attività ipocolesterolemizzante.

Sarebbe quindi in grado di ridurre il livello di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue e di incrementare quello buono (HDL). La diminuzione del colesterolo sembra essere conseguente a due diversi meccanismi, che sono:
migliorata trasformazione del colesterolo in acidi biliari;
inibizione dell'assorbimento del colesterolo.

Oltre a ridurre il colesterolo, il Gamma Orizanolo presenta anche attività ipotrigliceridemizzante.

La scoperta del Gamma Orizanolo risale all'anno 1950, quando dall'olio di crusca di riso furono estratte numerose frazioni lipidiche.

Il suo particolare nome deriva dalla pianta del riso (Oryza Sativa), dalla quale viene estratto. Il riso, tuttavia, non è l'unica fonte naturale di gamma orizanolo, che si può trovare anche nel mais, nell'orzo, nelle farine integrali, nella frutta, nei pomodori, nelle olive, nei frutti di bosco e in alcune erbe.
Appena scoperto, il Gamma Orizanolo veniva utilizzato contro gli stati d'ansia, ma con il passare del tempo trovò applicazioni anche nel trattamento di alcuni disturbi della menopausa, dell'ipercolesterolemia e dell'ipertrigliceridemia.

Composizione

Come detto in precedenza, il gamma orizanolo è una miscela di fitosteroli, di esteri dell'acido ferulico e di alcoli triterpenici.

Gli steroli vegetali, noti anche come fitosteroli, sono delle molecole con una struttura molto simile al colesterolo. I fitosteroli presenti nell'olio di crusca di riso sono: il campesterolo, lo stigmasterolo e il beta-sitosterolo.

Tra gli alcoli triterpenici ricordiamo il cicloartenolo, il cicloaratanolo, il 24-metilcicloartanolo ed infine il ciclobranolo.

Si ricorda che il Gamma Orizanolo , una volta assunto, viene trasformato in acido ferulico. È di notevole rilevanza sapere che soltanto il 10% del gamma orizanolo ingerito viene assorbito dal nostro organismo.
Proprietà

Il Gamma Orizanolo , secondo vari studi, avrebbe la capacità di:

aumentare il livello delle endorfine (azione analgesica);
produrre un'azione stimolante sulla secrezione di alcuni ormoni e inibente su altri;
attenuare i sintomi e i disturbi della menopausa;
abbassare il colesterolo LDL (cattivo) con relativa azione ipocolesterolemizzante;
azione di filtro solare;
azione antiossidante;
azione protettiva della mucosa intestinale.

La Garcinia è ricavata dalle bucce del frutto di Garcinia cambogia (Gaertn.) Desr (Fam. Clussiaceae). Questa piccola pianta legnosa cresce spontanea negli ambienti tropicali, tipici di Paesi come Vietnam, Cambogia, Filippine e parte meridionale dell'India.

La droga estratta dalla Garcinia cambogia contiene pectine, calcio, carboidrati ed un acido, detto idrossicitrico, che le conferisce le tanto apprezzate proprietà fitoterapiche.

A differenza del più comune acido citrico, abbondante nei limoni ed utilizzato dall'industria alimentare come conservante, l'acido idrossicitrico è estremamente raro in natura. Questa sostanza abbonda soltanto nei frutti delle piante appartenenti alla specie Garcinia, come la Garcinia indica, la Garcinia cambogia e la Garcinia atroviridis.

L'acido idrossicitrico è in grado di bloccare la sintesi di acetilcoenzima A, un substrato energetico utilizzato dall'organismo per la sintesi di colesterolo ed altri lipidi. Grazie a questa sostanza la Garcinia cambogia è in grado di ridurre la sintesi degli acidi grassi, stimolando il senso di sazietà.

Si ritiene infatti che tale sensazione derivi dall'accumulo epatico di glicogeno, processo che viene stimolato dall'acido idrossicitrico veicolando l'acetilcoenzima A dalla sintesi di grassi a quella di polimeri di glucosio.

La Garcinia cambogia aiuta a raggiungere il proprio peso forma ed è utile per combattere colesterolo e trigliceridi.

La Garcinia non presenta effetti collaterali degni di nota e si è dimostrata pressoché innocua.

Il melograno apporta solamente 52-60 Kcal per 100 grammi di prodotto; è costituito da un'abbondante quantità d'acqua, corrispondente a circa l'80%, mentre il restante 20% viene ripartito tra zuccheri (13%), fibre (3-4%), proteine (1%) e grassi (0,5-1%).
Il melograno è fonte di potassio (250 mg/100g di prodotto) e fosforo (22 mg/100 g di frutto), ma si osserva anche una buona quantità di sodio, magnesio e ferro, mentre lo zinco, il manganese ed il rame sono presenti sono in tracce.
Il melograno è abbastanza ricco di vitamina C (20 mg/100 g di prodotto).

Proprietà ed impieghi

Ormai da diverso tempo si parla delle proprietà del melograno: tra le svariate ipotesi, alcune sono state effettivamente dimostrate, altre, invece, rimangono tuttora un'incognita.

Di seguito, sono riassunte le virtù ascritte al melograno:

Proprietà astringenti: nella corteccia, nei fiori e nell'esocarpo del melograno si riscontra una cospicua quantità di tannini (stimata intorno al 28%, tra cui acido gallico ed ellagico), le cui proprietà sono utili in caso di emorragie vaginali ed intestinali [tratto da Dizionario ragionato di erboristeria e di fitoterapia, di A. Bruni];

Proprietà antidiarroiche: la polvere ottenuta dalle scorze essiccate delle melagrane è ricca di tannini e, utilizzata in decotto, si presta a contrastare la diarrea;

Proprietà vermifughe ed antielmintiche: nella corteccia di melograno si è osservato che la pellettierina (molecola alcaloidica) agisce con effetto paralizzante, specificatamente nei confronti della tenia;

Capacità di preservare l'ossidazione lipidica: l'olio ricavato dai semi di melograno ed il succo rivestono buone proprietà antiossidanti;

Proprietà gastro-protettive: virtù medicamentosa dimostrata solamente nel modello animale; l'estratto di melograno sembra esercitare queste proprietà in particolare nei confronti di danni dovuti ad etanolo. [tratto da Dizionario di fitoterapie e piante medicinali, di Enrica Campanini]

Proprietà rinfrescanti delle gengive: l'infuso preparato con i petali dei fiori di melograni è utilissimo per rinfrescare il cavo orale, gengive in particolare;

Proprietà diuretiche: i semi vantano virtù diuretiche, seppur molto blande;

Proprietà aromatiche: rese dalla scorza delle melagrane. L'aroma e la profumazione intensa emanata dalle bucce dei frutti sono sfruttate per la preparazione di ottimi liquori ed aperitivi;

Proprietà antiossidanti: per la presenza di numerosissimi polifenoli e vitamina C;

Potenziali proprietà antitrombotiche, antiallergiche, vaso-protettrici e gastro-protettrici, virtù rese ipoteticamente dai flavonoidi.

Frutto anticancro?

Il melograno rientra nella categoria dei possibili frutti ad azione anticancro, ma - anche in questo caso - la teoria è in attesa di nuovi riscontri pratici. L'attività anticancerogena viene attribuita all'acido ellagico, in grado - almeno così si ritiene - di rallentare il processo di distruzione di P53 (o proteina tumorale 53), un potente antioncogeno che riveste la funzione di soppressore antitumorale. In parole semplici, il P53 è in grado di rallentare o sopprimere le cellule tumorali nascenti, e l'acido ellagico estratto dal melograno ne rallenterebbe la distruzione, proteggendo perciò l'organismo.