Relax Più

Relax Più

EUR 7,45

flacone da 100 capsule da 375mg
Armonizzante del tono dell'umore, del rilassamento e del benessere mentale grazie all'azione sinergica di Iperico, Passiflora, Dolomite, Luppolo, Melitoto e Tiglio.

Disponibilità: Disponibile

Integratore alimentare, armonizzante del tono dell'umore, del rilassamento e del benessere mentale.
Modo d'uso: 2 capsule al mattino ed alla sera prima di coricarsi
Ingredienti:Iperico sommità fiorite e.s.t., Iperico sommità fiorite, Passiflora, Dolomite, Luppolo, Tiglio, Melitoto, Spirulina, involucro: gelatina alimentare.

Iperico:
Nome: Hypericum perforatum
Famiglia: Hypericaceae

L'iperico rappresenta un vero e proprio farmaco nel trattamento delle depressioni lievi, che in Italia viene utilizzato a questo scopo solo sotto prescrizione medica.

Tra i principi attivi dell'iperico possiamo ricordare:
naftodiandroni (ipericina e pseudoipericina);
flavonoidi (iperoside, quercitrina, isoquercitrina, rutina);
floroglucine (iperforina e adiperforina);
xantoni;
tannini;
olio essenziale.

L'ipericina è considerato il principio attivo principale nel trattamento della depressione, insieme ad iperforina ed ai flavonoidi.
Gli estratti di iperico sono superiori al placebo nel trattamento degli stati depressivi di lieve-modesta gravità, e per questa indicazione sono efficaci come gli antidepressivi convenzionali.
Il fitopreparato di iperico sembra inibire la ricaptazione delle ammine cerebrali (serotonina e noradrenalina); estratti metanolici di ipericina ed iperforina hanno inibito in vitro la captazione sinaptosomale della serotonina, della noradrenalina, della dopamina e del GABA.

Iperico, indicazioni terapeutiche:
trattamento sintomatico degli stati depressivi di lieve-moderata gravità;
trattamento esterno di ferite, bruciature ed ulcerazioni della pelle (oleolito di iperico).

L'effetto di Relax Più si manifesta nella massima forma dopo 2-4 settimane di trattamento (come i farmaci tradizionali).
Gli estratti secchi e le tinture madri sono in genere ben tollerati, anche dal paziente anziano.
L'uso di iperico è sconsigliato durante la gravidanza, il puerperio ed in pediatria.
Occorre evitare l'utilizzo di iperico in contemporanea all'uso di altri antidepressivi di sintesi (es. antidepressivi triciclici e SSRI), per non incorrere nel rischio di "sindrome serotoninergica".

Perché l'iperico si chiama anche "Erba di San Giovanni"?
Tutti sembrano concordare sul fatto che omonimo della pianta era Giovanni il Battista. Le storie sul perché Hypericum perforatum è stato chiamato dopo il battezzatore includono dei passi della Bibbia: quando la Bibbia dice che Giovanni visse di locuste e miele selvatico, la parola greca per "locuste" avrebbe avuto un significato non solo relativo agli insetti, ma anche alle cime delle piante su cui posano le locuste (La parola greca Akron è l'immagine dell'atterraggio di una locusta sulla cima di una pianta). La leggenda, tuttavia, vuole che quando si riferisce a specialità culinarie di Giovanni Battista, il termine comprenda sia gli insetti che la pianta.
Ci sono comunque altre interpretazioni. Per esempio, il colore rosso scuro delle macchie sui petali rappresenta il sangue versato da Giovanni il Battista nella sua decapitazione, e le macchie trasparenti sulle foglie rappresentano le lacrime versate su quell'evento.
Qualunque sia la ragione del suo nome, dal Medioevo si credeva che dormire con un rametto di Erba di San Giovanni sotto il cuscino la notte di S. Giovanni (la notte prima marea di San Giovanni), facesse apparire il Santo in sogno, per dare la sua benedizione, e per impedire a chi lo vedeva di morire durante l'anno successivo.

Iperico come medicina:
Nel suo libro "Il potere curativo delle erbe", Michael T. Murray, ha sottolineato: "L'Erba di San Giovanni ha una lunga storia di uso popolare. Dioscoride, il medico più importante dell'antica Grecia, così come Plinio [a Roma] e Ippocrate [il padre della medicina], somministravano l'erba nel trattamento di molte malattie.
Il suo nome latino, Hypericum perforatum, deriva dal greco e significa "più che un'apparizione," con un riferimento alla credenza popolare legata all'erba, ritenuta altamente ripugnante dagli spiriti maligni, contro i quali bastava un soffio per cacciarli. Nella medicina popolare, l'erba è stata sempre utilizzata nel trattamento delle ferite (ha potenti proprietà antibatteriche e antivirali), nei disturbi renali e polmonari, e in ciò che noi oggi chiameremmo depressione."

La Passiflora:
La passiflora (Passiflora Incarnata) è una pianta erbacea perenne, rampicante e ramificata, particolarmente nota per le sue eccellenti proprietà sedative. La droga è costituita dalle parti aeree della pianta, quindi da infiorescenze, infruttescenze e talvolta da frammenti di fusto fogliuti.
La Passiflora è da lungo tempo utilizzata in erboristeria per la benefica azione che esercita sul sistema nervoso centrale senza indurre fastidiosi effetti secondari e per questo motivo è considerata un sostituto ideale dei sedativi tradizionali.
Ricca di flavonoidi, acidi grassi ed organici, maltolo, alcaloidi, ossicumarina, steroli, aminoacidi costituisce un buon rimedio contro i disturbi del sonno.
Assunta la sera la Passiflora aiuta a ritrovare un riposo lungo ed ininterrotto ed a risvegliarsi al mattino sereni e senza sgradevoli sensazioni di stordimento.
Rilassante naturale utile negli stati di esaurimento, stress, tensione nervosa, ansia e angoscia.
Le proprietà antispasmodiche e gli effetti rilassanti della Passiflora , benefiche sul tessuto muscolare permettono di utilizzarla con successo contro coliti e gastriti di origine nervosa e dolori mestruali.
Può trovare un vantaggioso impiego anche nei disturbi della menopausa, quali tachicardia, dispnea e vampe di calore.
I componenti che caratterizzano la passiflora sono numerosi e nessuno di essi sembra caratterizzarne in modo univoco l'attività; i principali sono flavonoidi - quali vitexina, isovitexina e iperodise - piccole quantità di alcaloidi indolici, maltolo ed isomaltolo (presenti in concentrazione molto bassa ma menzionati per le documentate proprietà sedative).
La passiflora è raccomandata nel trattamento dell'irrequietezza nervosa, specie se accompagnata ad ansia, angoscia che si oppone al riposo e anormalità del ritmo cardiaco dovute ad eccessiva tensione; risulta quindi particolarmente utile nei disturbi dell'umore, che si avvantaggiano di un trattamento naturale privo degli effetti collaterali dei farmaci di sintesi. La passiflora, infatti, è considerata una droga relativamente sicura, priva di tossicità acuta e subacuta; può comunque sovrapporsi all'attività di sostanze sedative che agiscono a livello centrale, incluso l'etanolo, e - a dosi eccessive - provocare sedazione.
La passiflora viene consigliata anche nei disturbi menopausali e, grazie alla capacità di far rilassare muscoli dolorosamente contratti, in quelli di natura spastica (coliche epatiche, irritazioni del colon). La principale applicazione della passiflora rimane comunque quella calmante, che la vede spesso associata a droghe con attività simile, come biancospino e valeriana.
Le indicazioni cliniche pongono la passiflora come ottimo rimedio nella sindrome ansiosa caratterizzata da irrequitezza ed insonnia, quindi le attività della pianta sono principalmente sedative ed antispastiche. La passiflora è in grado di stimolare un sonno fisiologico senza risvegli notturni, né senso di intorpidimento mattutino. La sua attività farmacologica è dovuta in massima parte alla presenza dei flavonoidi (attività sedativa), presenti nelle parti aeree della pianta, e degli alcaloidi (attività spasmolitica). Oltre a queste proprietà, la passiflora è utile nel trattamento dei disturbi della menopausa, quali tachicardia, dispnea, vampate di calore e stress in generale.

Costituenti principali:
alcaloidi (< 0,03% di alcaloidi totali): armano o passiflorina, alcaloide indolieo maggioritario, accompagnato, a seconda del lotto, da armino e derivati diìdrogenatì
flavonoidi (da 1,5 a 2,5%): vitexina, orientino, iso-orientina, schaftoside, isoschaftoside... apigenina, luteolina, quercetolo, kaempferolo...
maltoio o metil-2-idrossì-3-g pirone (0,05%)
fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi cianogenici, tracce di olio essenziale
(composizione non ancora chiarita), acidi organici (clorogenico, gallico...)
Attività principali: sedativa, antispasmodica
Impiego terapeutico: turbe del sonno, ansia
Alla pianta di passiflora incarnata vengono attribuite in erboristeria proprietà sedative, antispasmodiche e ansiolitiche.
Le sostanze responsabili della particolare attività sarebbero il maltoio, gli alcaloidi indolici, i flavonoidi.
L'utilizzo della Passiflora è indicato particolarmente come sedativo nel trattamento sintomatico degli stati neurotonici degli adulti e dei bambini, in particolare nelle turbe minori del sonno.
Per la sua azione sedativa è infatti indicata nelle lievi forme di insonnia dovute ad affaticamento, nello stress, nell'insonnia che si manifesta nel climaterio e nella menopausa.
In particolare risulta valida nell'insonnia da eccitazione cerebrale, quando cioè l'ostacolo al sonno è dovuto ad un eccessivo lavoro intellettuale o nei soggetti ansiosi e stressati, e nell'insonnia legata ad uno stato depressivo.
La Passiflora è in grado di provocare un sonno fisiologico ed un risveglio rapido e completo senza conseguenze di depressione o obnubilamento psichico.
Con il suo utilizzo non si manifestano pertanto effetti secondari mentre si ottiene una valida sedazione, un sonno di qualità ed un'attenuazione del senso di angoscia.
Ledere segnalò l'efficacia della pianta, per l'azione neurosedativa e riequilibrante, nelle turbe della menopausa e per contrastare l'insonnia che frequentemente si manifesta durante la convalescenza di malattie infettive ed in particolare nell'influenza.
Gli estratti di Passiflora sono dotati di attività antispasmodica, messa in evidenza anche in vitro. A livello dell'intestino isolato di coniglio l'estratto secco di Passiflora (lg corrisponde a 6 g di pianta) provoca diminuzione del tono e della frequenza delle contrazioni peristaltiche e a dosaggi elevati paralizza l'intestino.
Risulta utile quindi per l'attività spasmolitica simile a quella della papaverina, nei disturbi gastrointestinali di origine nervosa (azione sulla muscolatura liscia) quali coliti, gastriti e asma. Secondo Paris la Passiflora è dotata di azione protettiva di fronte al broncospasmo: può ritardare ma non impedire la crisi asmatica.
Preparati a base di Passiflora sono particolarmente indicati nel trattamento dei bambini ipercinetici,eretistici, anoressici, nei quali contribuisce ad influenzare favorevolmente l'equilibrio psicofisico e, quando necessario, l'incremento ponderale (azione antispasmodica e sedativa).
Nell'adulto viene impiegata anche per il trattamento dell'eretismo cardiaco (palpitazioni e tachicardia dei soggetti ansiosi). In ciò ha un utilizzo del tutto simile al Biancospino, al quale viene spesso associata.
Il Biancospino accanto ai proantocianidoli attivi a livello del miocardio, contiene dei flavoni assai simili a quelli della Passiflora (isovitexina).
Dotata di blanda azione analgesizzante viene impiegata infine, come coadiuvante, nelle nevralgie.

Curiosità:
Inviata in omaggio a papa Paolo V (Camillo Borghese 1605-1621), questi la fece coltivare con molta cura in Roma indicando come la pianta rappresentasse una rivelazione divina: la Passione di Cristo.
Fiore della passione perché:
cerchio dei filamenti fiorali
corona di spine di Gesù
i tre stili = i chiodi
le foglie tricuspidate
la lancia
i viticci = lo staffile