Biancospino Composto

Biancospino Composto

EUR 12,90

Favorisce la regolare funzionalità dell'apparato cardiovascolare e della pressione arteriosa.
Flacone da 100 capsule da 400mg.

Disponibilità: Disponibile
Formato:

Ingredienti: Biancospino (Crataegus oxyacantha) fiori e foglie 37,5%, Biancospino (Crataegus oxyacantha) fiori e foglie estratto secco 22,5%, Olivo (Olea europaea) foglie 7,5% micronizzato, Olivo (Olea europaea) foglie 7,5% estratto secco 7,5%. Involucro: gelatina alimentare.

Modo d'uso: 3-6 capsule al giorno.

Tra le proprietà più importati attribuite al Biancospino spicca quella cardiotonica, inotropa positiva ed antiaritmica.

Si è osservato che le proantocianidine sono molecole altamente biodisponibili e si ripartiscono nel tessuto cardiaco in una quantità stimata intorno al 30% della dose somministrata per os. Queste molecole attive sono in grado di espletare le loro proprietà abbastanza velocemente: infatti, vengono assorbite dapprima dal tessuto intestinale, dopodiché raggiungono il massimo livello ematico in appena 40-45 minuti, protraendo la loro attività per 5 ore.

Il meccanismo d'azione delle proantocianidine è ben diverso da quello dei flavonoidi e di altre molecole componenti il fitocomplesso, assorbiti in quantità nettamente inferiore a livello intestinale, oltre ad essere assai meno biodisponibili.

Proprietà ed attività biologica

In sintesi, le principali proprietà attribuite al Biancospino sono:
Cardiotoniche: inotrope positive, batmotrope negative
Vasodilatatrici coronariche
Antisclerotiche
Sedative, ansiolitiche ed antisapasmodiche
Antipertensive
Ipolipemizzanti

Visto l'intreccio di molecole attive descritte in precedenza, è intuibile come il fitocomplesso di biancospino sia in grado di espletare moltissime proprietà.

Proprietà cardiotonica del biancospino

Sebbene il Biancospino sia ritenuto primariamente una droga ansiolitica e sedativa, anche l'azione cardiotonica rientra tra le sue principali proprietà: la droga aumenta la capacità di contrazione del muscolo cardiaco (proprietà inotropa positiva) e, nel contempo, rallenta la trasmissione dell'impulso nervoso, quindi anche la contrazione del cuore nel pompare sangue dagli atri ai ventricoli (proprietà batmotropa negativa).

Proprio per questo motivo, gli estratti di Biancospino sono da tempo utilizzati come terapia fitoterapica elettiva nel trattamento di scompensi cardiaci di media entità, nell'insufficienza coronarica, nelle turbe bradicardiche lievi, e nell'insufficienza miocardica (forma moderata).

Oltre ad agire a livello cardiaco con azione inotropa positiva e batmotropa negativa, l'estratto di Biancospino vanta proprietà cronotrope negative (riduzione della frequenza cardiaca) e dromotrope positive (aumento della conduzione atrio-ventricolare).

Proprietà vasodilatatrici coronariche del biancospino

Abbiamo visto che il biancospino è utilizzato per le proprietà vasodilatatrici coronariche: infatti, gli attivi del fitocomplesso stimolano il rilascio della muscolatura vasale liscia delle coronarie, cosicché si assiste ad una dilatazione dei vasi e a una diminuzione delle resistenze periferiche. A detta di ciò, è chiaro come il biancospino sia ampliamente utilizzato per il miglioramento delle performance cardiache.

Generalmente, per sfruttare le proprietà cardiotoniche del Biancospino, in fitoterapia si consiglia la tintura madre oppure l'estratto fluido: è bene precisare, comunque, che questi preparati non sono efficaci in caso di patologie acute; piuttosto, il loro impiego è indirizzato alle insufficienze cardiache di lieve entità (non richiedenti cure digitaliche) e nella profilassi di ripristino in seguito a danni cardiaci/coronarici.

Proprietà antisclerotiche del biancospino

L'estratto di Biancospino trova impiego anche nel trattamento dell'aterosclerosi: generalmente, la droga esplica eccellentemente questa funzione in sinergia con altri estratti, insieme dunque ad altri fitocomplessi. In modelli sperimentali, il biancospino, riducendo le resistenze periferiche, è idealmente in grado di prevenire l'aterosclerosi.

Proprietà sedative, ansiolitiche ed antisapasmodiche

La proprietà ansiolitico-sedativa è probabilmente quella meglio riconosciuta al Biancospino: da tempo immemorabile, l'azione della droga a livello del sistema nervoso centrale viene sfruttata per eliminare, ridurre o, ancora, placare l'ansia, l'irritabilità o, più in generale, per controllare la componente emotiva di individui particolarmente agitati o ansiosi. Di riflesso, la somministrazione di estratti di biancospino migliora la qualità del sonno, favorendo un riposo tranquillo scorporato da ansia, affanni e difficoltà all'addormentamento.

Al fine di contrastare i sintomi tipici della sindrome ansiosa, è consigliata la somministrazione di estratto di Biancospino sottoforma di tisane o decotti in associazione ad altre droghe ansiolitico-sedative, che ne potenziano l'attività medesima: particolarmente adatte la valeriana, la melissa, la camomilla, la passiflora.

Probabilmente, il Biancospino espleta la propria attività ansiolitica e moderatamente ipnotica anche grazie ai flavonoidi, ai quali è attribuita una possibile attività simil-benzodiazepinica.

Tra le svariate dimostrazioni scientifiche effettuate per accertare le proprietà ansiolitiche della pianta, una tra tutte ha messo in evidenza il potenziamento di questa precisa attività del biancospino in associazione a ballota, cola e valeriana.

Proprietà antipertensiva del biancospino

L'azione antipertensiva eccellentemente espletata dal biancospino sembra essere strettamente legata alla proprietà vasodilatatrice-coronarica: l'azione antipertensiva della droga agisce essenzialmente a livello dei vasi dilatati per azione diretta.
Per dare una dimostrazione pratica delle capacità ipotensive espletate dal biancospino, si riporta un esempio: in media, dopo aver assunto estratti di biancospino, i soggetti affetti da ipertensione con valori pari a 160 e 150 mmHg (rispettivamente, pressione sistolica e diastolica), registrano una significativa riduzione dei valori pressori, fino a raggiungere gli 89 e gli 85 mmHg.

Proprietà ipolipemizzante del biancospino

Alla luce di recenti studi sono emerse interessanti scoperte scientifiche riguardanti le proprietà del Biancospino: sembra, infatti, che la droga sia in grado di espletare il suo effetto anche sulla colesterolemia e sulla lipidemia. In particolare, questa attività è stata dimostrata su modelli animali (ratti) alimentati con un regime dietetico ipercalorico.

L'attività ipolipemizzante associata al biancospino sembra essere particolarmente indicata per l'anziano affetto sia da ipercolesterolemia che da iperlipidemia associate a disfunzioni cardiache.

Il Biancospino

Dal greco kràtaigos, "forza e robustezza", il Biancospino è noto in botanica come Crataegus monogyna, in riferimento al suo legno duro e massiccio, tuttora utilizzato come buon combustibile.

Anticamente, il Biancospino veniva associato alla speranza e alla fertilità: a tal proposito, i suoi fiori decoravano i capelli e le vesti delle spose. Ancora, in passato era diffusa la credenza secondo cui i fiori di biancospino possono allontanare gli spiriti maligni: per questo motivo, i petali adornavano le culle dei neonati.

Il Biancospino viene largamente sfruttato in fitoterapia per il suo fitocomplesso, ma viene adoperato anche come pianta ornamentale per i suoi bellissimi fiori. In passato, il biancospino veniva coltivato anche per realizzare barriere impenetrabili grazie ai suoi spini appuntiti; ancora, i suoi frutti sono impiegati a finalità alimentari, sia per la preparazione di sciroppi e gelatine, sia per la produzione di farine, indicate per un particolare tipo di pane.

Descrizione botanica

Proprio come Rosa canina e Potentilla, anche Crataegus monogyna (chiamato anche Crataegus oxyacantha) appartiene alla famiglia delle Rosaceae: il Biancospino è un arbusto - o piccolo albero - spontaneo, che cresce facilmente in ogni dove, in grado di raggiungere anche i 6-10 metri d'altezza. Vegeta soprattutto in aree boscose e cespugliose, fino ai 1.500 metri d'altitudine; è particolarmente diffuso in tutta Europa, nell'America del Nord, nell'Africa del Nord e in Asia settentrionale.

L'arbusto appare assai ramificato, e i suoi rami - dapprima rossicci, poi grigiastri - sono costituiti da numerosissime spine aguzze. Le foglie, sempre caduche, sono alterne e presentano una forma piuttosto variabile, con margine sempre dentato: lunghe dai 2 ai 4 centimetri, sono picciolate e profondamente incise.
I fiori del Biancospino, invece, raggruppati in corimbi da 5 a 25, sono ermafroditi e pentalobati: le candide infiorescenze si schiudono in primavera (indicativamente tra aprile e maggio), mostrando peduncoli lanosi.

I frutti sono pomi ellittici-ovoidali, piuttosto piccoli (diametro: 1 cm), dipinti di rosso: al loro interno contengono un seme, nascosto all'interno del nocciolo. I frutti del Biancospino maturano nel primo periodo invernale, tra novembre e dicembre; come sopraccennato, i frutti sono utilizzati per preparare marmellate o realizzare sciroppi, e le infruttescenze macinate - previa essiccazione - sono sfruttate per realizzare farine.