Emulsione alla Propoli

Emulsione alla Propoli

EUR 12,50

1 tubetto
Ricca crema emolliente, nutriente, protettiva e restitutiva della superficie cutanea. Indicata per tutti i tipi di pelle.

Disponibilità: Disponibile
Tags: Benessere

Sotto forma di pomata o di unguento: per applicazioni, ogni 2-3 volte al giorno, secondo la concentrazione del prodotto e le relative indicazioni;

per applicazione una sola volta al giorno alla sera, come medicazione occlusiva (nei casi di bruciature e cheratodermie plantari in particolare); o ancora sotto forma di impiastro una volta al giorno (tra le altre cose, verrucche e complicanze ai piedi);

Applicare con leggero massaggio su mani, viso e corpo, secondo necessità, un trattamento sarà sempre iniziato con dosi progressive, scaglionate in 3 o 4 giorni, onde saggiare la reattività del soggetto.

LA PROPOLI
Con il nome di propoli viene indicata tutta una serie di sostanze resinose, gommose e balsamiche, di consistenza vischiosa, raccolte su alcune parti (germogli e cortecce principalmente) di vegetali (alberi in particolare pini, abeti, pioppi, ippocastani, betulle) dalle api, che durante il trasporto all'alveare le addizionano e le modificano sensibilmente, miscelandole con alcune loro secrezioni (principalmente cera e secrezioni salivari).

La conoscenza della propoli da parte dell'uomo, se non antichissima come per il miele, risale tuttavia a molti millenni prima della nostra era. Forse già conosciuta ed utilizzata dai sacerdoti dell'antico Egitto, lo fu sicuramente, un po' più tardi, dai Greci, ai quali peraltro si deve l'origine della sua attuale denominazione (etimologicamente infatti propoli deriva dal greco: pro, che significa davanti; polis, città o comunità; nome certamente legato al fatto che era stata osservata e trovata all'ingresso dell'alveare, da qui il termine "davanti alla comunità" propolis).

E' citata, tra l'altro, da ARISTOTELE, nel suo "Storia degli animali" dove è considerata come "un rimedio per le affezioni della pelle, piaghe e suppurazioni".
Nel 110 secolo, è il turno del notissimo medico GALENO, che ne fa menzione nei suoi trattati; facendo un salto in avanti nel tempo vi troviamo il non meno noto AVICENNA, filosofo e medico iraniano, che nel IX secolo dice a proposito della propoli: "Ha la dote di far eliminare le punte di freccia e le spine, rarefatta, pulisce facilmente e ammolla fortemente".

In Francia, si trova qualche traccia dei suoi usi per il trattamento delle piaghe, nel XVLII e XIX secolo, ma è soprattutto in occasione della guerra dei Boeri nel Sud Africa, intorno all'anno 1900, che essa conobbe l'apogeo del suo impiego, per le sue proprietà disinfettanti e cicatrizzanti, in seguito agli eccellenti risultati con essa ottenuti.

Dai numerosi lavori e sperimentazioni effettuati fino ad oggi, molti dei quali sono ancora in corso, possiamo estrarre e ritenere come elementi essenziali, i seguenti dati:

da una parte:

la propoli somministrata all'animale (can; ratto, cavia), per via parenterale a dosi elevatissime (da 10 a 15 grammi per Kg. di peso) non provoca effetti tossici o turbe patologiche di nessun tipo, anche dopo molti mesi di assunzione continua;

la propoli è, come regola generale, perfettamente tollerata dall'uomo e secondo le normali modalità d'impiego ed alle dosi segnalate più avanti, non dà luogo, salvo rarissime eccezioni, ad alcun disturbo o ad effetti secondari spiacevoli;

la propoli non presenta proprietà oncogene sugli animali, al contrario, si è visto che in alcune particolari condizioni sperimentali, dimostra proprietà oncolitiche (ossia provoca o partecipa al riassorbimento di processi tumorali);

nessuna pubblicazione cita un'attività teratogena dovuta alla propoli;

dall'altra parte:

la realtà di un certo numero di proprietà interessantissime, servono per la maggior parte a spiegare e confermare i numerosi dati che l'osservazione empirica ci aveva tramandato, senza altra possibilità per noi che quella di farne la constatazione.
Di rilevante interesse sono le proprietà batteriostatiche o battericide (particolarmente su taluni stafilococchi, streptococchi e salmonelle; su Bacillus subtilis, Bacillus alvei, Bacillus Larvae; sul Proteus vulgaris; sull'Escherichia coli B (colibacillo), fungicide, anestetiche (proprietà superiori della cocaina e novocaina), anti-infiammatorie, cicatrizzanti (stimola e favorisce la rigenerazione del tessuto) che sembrano essere direttamente proporzionali alla concentrazione di galangina che la propoli contiene.

D'altronde, la conferma di altre proprietà non ancora ben conosciute è in corso di verifica, e la loro applicazione terapeutica potrebbe essere estremamente interessante in un prossimo avvenire, particolarmente se venissero confermate:

propri età antireumatiche;

proprietà che sembrerebbero influenzare alcuni processi immunologici per stimolazione diretta (favorendo la fagocitosi e la formazione di anticorpi) ed indiretta (aumentando la resistenza globale del terreno biologico nei confronti dell'aggressione generale).

Alcune proprietà potrebbero avere, in un prossimo futuro sviluppi imprevedibili per la salute dell'uomo.

La propoli ha inoltre proprietà antiossidanti (alcuni suoi estratti consentono di prolungare di 2 o 3 mesi la conservazione del pesce,congelato);

la propoli è un fitoinibitore (numerosissime esperienze hanno dimostrato la sua azione inibitrice sulla germinazione di alcuni vegetali, particolarmente sulla canapa, la lattuga e la patata).
Alcuni di questi lavori e dei risultati ottenuti, ci sembra, ancora una volta, che la tradizione tramandata fedelmente nel corso dei secoli, impiegando la propoli come rimedio utile ed efficace in numerosissimi casi, non abbia mentito affatto, e nessuno con questo vuole assegnarle ciò che né oggi né mai essa ha meritato.

COMPOSIZIONE ANALITICA
La composizione della propoli è molto variabile secondo la fonte vegetale visitata dalle api.
La propoli raccolta nell'alveare è costituita principalmente e nella maggior parte dei casi da:

50-55% di resine e balsami;

25-35% di cera (con una media del 30%);

10% di oli essenziali e sostanze volatili;

5% di polline (i pollini nella propoli, sono presenti per cause accidentali, allo stesso modo si trovano infatti, in ogni parte dell'alveare);

5% di materiali organici e minerali diversi.

Secondo M.M. SHEMJAKIN, la propoli non contiene:

né lipidi,

né protidi,

né sostanze ormonali,

né vitamine fuorché la Vit. B3 o PP.

E' ricca, per contro, di sostanze minerali e di oligo-elementi di cui si trovano:
piombo, vanadio, alluminio, calcio, cobalto, stagno, manganese, stronzio, ferro, zinco, rame titanio, cromo, silicio, bario, nichel.
Tutte sostanze che giocano un ruolo fondamentale a livello di numerosissimi metabolismi cellulari.
La propoli si conserva molto facilmente ed in buone condizioni senza speciali cure per la maggior parte delle sue prestazioni, ma ciò nondimeno sarebbe preferibile conservarla in recipienti opachi alla luce, ben chiusi e lontano dal calore (d'altronde, alcune forme implicano rigorosamente queste condizioni per una buona conservazione: come nel caso degli unguenti).
Talune esperienze hanno dimostrato peraltro che l'immagazzinamento per lungo tempo della propoli non sembra diminuire né il tenore dei componenti chimici, né la sua attività antibatterica.

APPLICAZIONI TERAPEUTICHE
Esamineremo queste applicazioni sia sull'uomo portatore di un disturbo ben caratterizzato o di una malattia definita che siano stati oggetto di un esame e di una diagnosi medica precisa.

DALL'UOMO SANO, la propoli sarà presa per via interna e generalmente per aumentare le resistenze naturali dell'organismo e per rinforzarlo nella sua lotta contro le aggressioni in genere, ma in una certa misura soltanto, sapendo che questa indicazione è relativamente secondaria in rapporto all'insieme di quelle che si suole seguire.

DALL'UOMO AMMALATO, secondo l'eziologia e la gravità della malattia in questione, la propoli potrà essere presa da sola o in associazione con le altre terapie indispensabili, nei seguenti disturbi:

SFERA CARDIO-VASCOLARE E SANGUIGNA:
(Utilizzazione di carattere generale):
—in alcune anemie.

APPARATO RESPIRATORIO:
—Affezioni O.R.L. (essenzialmente per uso locale ed in alcuni casi in associazione per via generale); è una delle sfere di azione privilegiate della propoli, tanto per le forme acute che croniche e particolarmente nelle:
-angine;
-faringiti e rinofaringiti;
-laringiti;
-riniti (ozena in particolare), il cui sintomo principale è la esalazione dalle narici, di un odore puzzolente e fetido comparabile a quello di una cimice schiacciata);
-sinusiti;
-otiti.
—Affezioni branco-polmonari in genere (per via locale e generale solitamente associate), tra cui la tubercolosi, per la quale la propoli sembra rappresentare un eccellente complemento terapeutico.

APPARATO DIGERENTE:
—Stomatologia (essenzialmente per uso locale) che pure rappresenta un'ottima indicazione della propoli;
-igiene dentaria generale, alito cattivo;
-gengiviti, glossite, stomatiti ulcerose, afte;
-dolori ed infezioni dentarie (ascessi in particolare), conseguenti ad estrazioni, paradontiti;
-moniliasi buccale.
—Gastro-enterologia (uso generale):
-gastriti;
-certe ulcere gastro-duodenali;
-coliti diverse.

APPARATO GENITO-URINARIO (uso generale):
—Le infezioni e le infiammazioni in genere, e quelle a livello dei vari organi dell'apparato urinario (essenzialmente reni e vescica) e genitale (particolarmente: prostata nell'uomo
e tricomoniasi vaginale nella donna).

LIVELLO DERMATOLOGICO (essenzialmente per uso locale, ma in alcuni casi in associazione con la via generale): rappresenta la terza grande possibile utilizzazione del futuro per la propoli:
—contusioni;
—couperose, ferite;
—geloni, screpolature;
—ustioni (come quelle del sole, che sono effettivamente delle bruciature di primo grado);
—ascessi, foruncoli, suppurazioni diverse;
—ulcere varicose, escara (o croste nerastre più o meno spesse) ed in genere tutte le cicatrizzazioni lente e difficili;
—proctologia: lesioni della regione anale e perianale;
—calli, duroni, occhio pollino o di pernice, callosità;
—cicatrici cheloidi;
—malattia di Leiner-Moussous (eritrodermia desquamativa del lattante) ed intertrigine del lattante;
—eczemi, psoriasi, cheratodermie;
—radiodermiti (trattamento preventivo e curativo);
—talune micosi (come la tricofizia del cuoio capelluto o tignola tonsurante);
—manifestazioni cutanee dell'herpes zoster dove i risultati sembrano piuttosto interessanti.

SFERE DIVERSE:
—Metabolica (via generale):
-organismi costituzionalmente deficienti.
—Endocrina (via generale):
-affezioni tiroidee (soprattutto gozzo endemico diffuso e gozzo nodulare).
—Osteo-articolare (via generale):
-certe sindromi reumatiche.
—Oftalmologica (uso locale):
-certi stati infiammatori dell'occhio (orzaiolo, blefarite).

E' sicurissimo, e noi ne abbiamo perfetta coscienza, che molte di queste indicazioni si basano, molto spesso, e quasi esclusivamente, sui numerosi risultati empirici che meritano una più attenta riconsiderazione ed uno studio clinico sistematico, per poter essere completamente e definitivamente garantiti sul piano scientifico; ma questo stato di cose non impedisce di trarre profitto dai contenuti della propoli, in quanto praticamente, si hanno già buoni risultati ed anche, in alcuni casi, quando le terapie abitualmente usate si sono dimostrate prive di efficacia.

In materia medica, nella misura in cui si soddisfa il concetto "primo non nuocere", sono i risultati che contano, e questo, in definitiva, è quello che si aspettano sia il malato che il medica.