Caffè Macinato e in Grani Interi

Caffè Macinato e in Grani Interi

EUR 6,60

confezione da 250g una per tipo
Questo pregiatissimo caffé dell'Antica Torrefazione Artigianale Dordoni si fregia dalle migliori materie prime per offrire una miscela dagli aromi ricchi e corposi .

Disponibilità: Disponibile

Il caffè dell'Antica Torrefazione Artigianale Dordoni proposto da BioNova è la miglior miscela perfezionata in quasi 100 anni di attività, la Categoria Superior, in origine riservata solamente ai bar più esclusivi. Il caffè proviene da produttori selezionatissimi ed importato direttamente.
Prova anche il Caffè Categoria Superior in Grani Interi per Espresso

Moka: com' è fatta e come funziona

La Moka, detta anche Moka express, è un apparecchio per la preparazione del caffè inteso come bevanda; è stata inventata nel 1933 da Alfonso Bialetti ed ha letteralmente rivoluzionato il processo domestico di preparazione del caffè, mandando in pensione cuccume e napoletane. Il successo della moka Bialetti fu tale che venne prodotta in 200 milioni di pezzi, finendo nelle case di nove italiani su dieci. Il termine Moka ricorda il nome del porto yemenita che per vari secoli ha rappresentato la principale via di approvvigionamento del caffè raccolto nelle sue terre di origine (Corno d'Africa).
La moka si compone essenzialmente di tre parti:
la caldaia, contenente l'acqua da portare ad ebollizione;
il filtro meccanico, da riempire con caffè finemente macinato;
e la parte superiore, che raccoglie la bevanda.
Il principio di funzionamento è abbastanza intuitivo. Si riempie innanzitutto la parte inferiore (caldaia) con acqua, si riempie il filtro con il caffè, lo si posiziona nell'apposito spazio e si avvita il compartimento superiore su quello inferiore. A questo punto si pone la moka su una fonte di calore e si attende che l'acqua risalga attraverso il filtro, trasformandosi in caffè e raccogliendosi nella parte superiore.
Ma come spiegare questa risalita dal punto di vista fisico?
Quando l'acqua giunge ad ebollizione il vapore che si produce esercita una certa pressione contro le pareti della caldaia e contro l'acqua; quest'ultima viene così spinta verso il basso e, non appena la forza impressa dal vapore vince quella di gravità, trova libero sfogo risalendo attraverso l'imbuto del filtro. Durante questa sua ascesa. l'acqua passa attraverso il filtro contenente il caffè, estraendo la caffeina e varie sostanze aromatiche, e trasformandosi nella bevanda che tutti noi conosciamo; l'ulteriore risalita fa sì che il caffè appena formato si raccolga nella parte superiore della moka, passando attraverso una cannula detta "camino".
La risalita si arresta quando il livello di acqua nella caldaia scende al di sotto del livello di entrata nel beccuccio dell'imbuto.
Oltre alle tre componenti principali, la moka è dotata anche di una semplice valvola a molla, tarata in modo tale da evitare aumenti eccessivi di pressione, che potrebbero far esplodere la moka e che sono generalmente dovuti a fenomeni ostruttivi (ad esempio a causa di un'eccessiva pressatura della polvere di caffè nel filtro); una guarnizione, infine, assicura la sicurezza dell'avvitamento.
Consigli per preparare il caffè con la moka
Scegliere una buona marca di caffè, adatta alle proprie preferenze in termini di sapore e contenuto in caffeina; importante la conservazione, che deve avvenire in recipienti sigillati ermeticamente, in quanto la polvere tende ad assorbire gli odori alterando il proprio aroma.
Utilizzare acqua fresca; può andar bene quella di rubinetto, a patto che non abbia un sapore troppo marcato (ad es. per l'eccessiva presenza di cloro o calcare); in questo caso è meglio utilizzare una normale acqua oligominerale in bottiglia.
Riempire la caldaia con acqua fino a raggiungere il livello della valvola di sicurezza, ma senza oltrepassarla.
Riempire generosamente il filtro con il caffè macinato, senza pressare: basta assestarlo battendo il filtro su un piano o formando una piccola cunetta con il cucchiaino; la dose consigliata è di 6-7 grammi per tazzina: a seconda delle preferenze si otterrà una bevanda più o meno "forte".
Chiudere la macchinetta con vigore e porla sul fuoco; per consentire una maggiore estrazione delle componenti aromatiche del caffè, la fiamma non dovrà essere troppo alta, ma tendenzialmente bassa.
Quando il caffè comincia ad uscire, sollevare immediatamente il coperchio per evitare che il vapore condensi cadendo nel raccoglitore ed alterando il sapore della bevanda.
Poco prima che il caffè sia completamente uscito togliere la moka dal fuoco, per evitare che arrivi ad ebollizione conferendo alla bevanda uno sgradevole aroma di bruciato.
Prima di servire il caffè, che va consumato caldo per godere a pieno del suo gusto e del suo aroma, è bene mescolarlo, perché la prima parte risulta più concentrata rispetto alla seconda.
Dopo l'uso pulire accuratamente la moka - smontata nelle sue tre componenti - semplicemente con acqua tiepida; particolare cura nella pulizia del filtro, per evitare che i residui di caffè si trasformino in un ricettacolo di germi e muffe; a tal proposito - per facilitare le operazioni di pulitura - esistono appositi spazzolini.
Quando la moka è nuova o è rimasta inattiva a lungo, prima di utilizzarla è consigliabile farla funzionare con acqua e poco caffè. In questo modo nelle sue pareti interne si deposita un sottile strato di residui grassi, che previene il contatto diretto tra il caffè e le pareti di allumino della moka (che potrebbero conferirgli un sapore metallico); ciò spiega anche il consiglio, dato poche righe fa, di lavare la moka con semplice acqua tiepida,senza mai usare saponi e detergenti.
Il Caffè (coffea arabica)
riepilogo delle sue proprietà assunto in quantità moderate
Stimolatore del cervello
Vasocostrittore cerebrale
Broncodilatatore: stimola i centri respiratori, migliora la capacità polmonare e l'ossigenazione
Tonico cardiaco, aumenta capacità di contrazione muscolare
Contrasta gli stati dolorosi
Diminuisce sensazione di fame
Induce il corpo a bruciare i grassi
Il caffè è estremamente diffuso, non solo perché da esso si ricava l'omonima e famosa bevanda, ma poiché il principio attivo che lo caratterizza (caffeina) è presente anche in prodotti di interesse erboristico, dietetico, cosmetico e farmaceutico. La caffeina è per esempio contenuta in prodotti anticellulite o dimagranti, da utilizzarsi ad uso topico per le loro capacità termogene, cioè stimolanti la mobilitazione dei grassi dal tessuto adiposo e la successiva ossidazione. CaffèLa caffeina è presente anche in prodotti drenanti, poiché favorisce la diuresi, riducendo la ritenzione idrica. La stessa sostanza, appartenente alla classe degli alcaloidi, ha proprietà eccitanti sul sistema nervoso centrale, stimola la veglia e, per le sue capacità di migliorare la reattività muscolare, viene spesso chiamata "il doping dei poveri".
Per tutti questi motivi il caffè è una doga molto sfruttata nell'ambito salutistico, ma anche in campo farmaceutico, dove rientra, per esempio, nella composizione di farmaci importanti come gli antiemicranici.
Il caffè è ottenuto da una pianta nota come coffea arabica, che da il nome alle miscele di caffè più pregiate. Esistono tuttavia moltissime altre specie e varietà a differente contenuto in caffeina. In Brasile, attraverso selezioni biotecnologiche, sono stati per esempio sviluppati semi embrionali, quindi delle piantine di caffè naturalmente prive di caffeina. Ciò consente di evitare il processo di decaffeinizzazione, che è piuttosto laborioso e costoso.
Esistono delle specie di caffè che hanno un elevato contenuto in caffeina; oltre alla sopraccitata Coffea arabica (0,8-1,4%), occorre ricordare la Coffea robusta (1,7-4%), a cui spetta il primato di caffè "più forte".
La Coffea humboltiana del Madagascarha invece un bassissimo contenuto in caffeina.

La coffea arabica è un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Rubiaceae. Originaria dell'Etiopia e della penisola arabica, attualmente è estesamente coltivata in Sud America ed in modo particolare in Brasile, principale produttore di caffè al mondo.
Il caffè è una droga alcaloidea che richiede una lavorazione piuttosto laboriosa e l'ausilio di tecnologie avanzate.
Il caffè viene raccolto dai frutti (bacche o, per alcuni, drupe) a piena maturazione. Da essi vengono estratti i semi, che al momento della raccolta hanno una colorazione giallo verdastra (caffè verde). Dopodiché tali semi vengono depellicolati a secco (facendoli passare attraverso delle insufflazioni di aria calda a bassa percentuale di umidità, che esfoliano i tegumenti esterni) oppure a umido (breve passaggio in acqua per facilitare il sollevamento della pellicola esterna, che anche in questo caso verrà poi definitivamente allontanata da un getto di aria calda e secca). La scelta di queste differenti tipologie viene effettuata in base alle condizioni di raccolta: se i semi vengono raccolti in situazioni climatiche favorevoli (particolarmente umide) allora la depellicolazione avviene a secco e viceversa.
Successivamente i semi passano attraverso una rapida essicazione, necessaria per eliminare gli ultimi residui di acqua che potrebbero alterarne la qualità.
Il caffè depellicolato è chiamato caffè nudo; successivamente, dopo essere stato pre-essiccato, prende il nome di caffè pergamino. In entrambi i casi si tratta di caffè crudo, che verrà successivamente selezionato per essere indirizzato alla decaffeinizzazione o passare direttamente alla torrefazione.
Il caffè può essere decaffeinato secondo diverse modalità: attualmente le strategie più utilizzate sono la decaffeinizzazione ad acqua e quella a CO2 supercritica (più costosa). La prima comporta il passaggio dei chicchi di caffè crudo in vasche di acqua, dove sono presenti filtri a carboni attivi. L'acqua come solvente estrae la caffeina, permettendo di ottenere un caffè estremamente leggero, anche se non del tutto privo di caffeina.
Il processo di decaffeinizzazione ha una duplice funzione, innanzitutto serve per produrre caffè decaffeinato, che ha un certo successo nel mercato, e in secondo luogo per ottenere la caffeina da destinare alla preparazione di prodotti salutistici e farmaceutici.
Una volta ottenuto, il caffè, decaffeinato o meno, dev'essere torrefatto. La torrefazione è un processo di cottura dei semi, a temperature di 200-240 °C. Questo processo di cottura conferisce al caffè la classica colorazione bruno nerastra e le caratteristiche organolettiche e morfologiche tipiche della droga. Durante la torrefazione il caffè acquisisce infatti numerose caratteristiche organolettiche, innanzitutto perché gli zuccheri caramellano, dando il colore caratteristico al liquido, in secondo luogo perché si forma il caffeone, che conferisce al seme un aspetto lucido, quasi untuoso. Il caffeone è una miscela di composti terpenici piridinici, in grado di irritare le mucose gastriche, provocando bruciori di stomaco in soggetti particolarmente sensibili. Per questo motivo, se da un lato il caffè è controindicato in chi soffre di irritabilità gastrica, la blanda attività irritativa del caffeone conferisce alla bevanda proprietà eupeptiche (facilitanti la digestione). L'irritazione della mucosa gastrica favorisce infatti la secrezione di acidi e la digestione può essere in qualche modo favorita.
Caffè e caffeina
I metaboliti secondari del caffè sono rappresentati soprattutto dalla caffeina e da composti terpenici, detti kauranici che conferiscono alla droga numerose proprietà. Il caffè, una volta torrefatto, sia decaffeinato che caffeinato, viene macinato e poi sottoposto a processi estrattivi, tra cui principalmente la percolazione (moka) e la decozione (caffè greco, caffè turco).
Il caffè cosiddetto solubile è invece ottenuto per infusione. Dopo essere stato macinato e sottoposto a questa tecnica estrattiva, l'estratto acquoso ottenuto viene liofilizzato. Allontanando l'acqua si ottiene un estratto secco, comunemente conosciuto come caffè solubile.
Le principali caratteristiche nutrizionali del caffè sono dovute principalmente alle proprietà della caffeina. Tale alcaloide stimola la funzionalità cerebrale (aumento della veglia e della concentrazione), è un cardiotonico (stimola la frequenza cardiaca) e ha un'attività blandamente irritativa sulla mucosa gastrica. Quest'ultima proprietà è condivisa con quella del sopraccitato caffeone. L'attività della caffeina sul metabolismo dei grassi è invece sinergica con quella dei composti kauranici.
La caffeina favorisce la trasmissione del segnale nervoso a livello muscolo-scheletrico. Aumentando la velocità di trasmissione del segnale a livello delle sinapsi, migliora quindi la reattività muscolare. La caffeina ha anche proprietà diuretiche, che sono da attribuirsi ai suoi effetti blandamente irritativi sull'epitelio renale.
Tutte queste caratteristiche concorrono a far sì che la caffeina come molecola ed il caffè, rientrino nella composizione di numerosi prodotti di interesse erboristico, dietetico e cosmetico.
Caffè, salute e controindicazioni
Per molti, il caffè non rappresenta una semplice consuetudine, ma un momento di profondo piacere; per questo motivo, quando i medici lo impongono, è così difficile rinunciare all'amata tazzina.
"Ci vorrebbe un buon caffè" è una frase semplice, ma talmente comune da riassumere in poche parole il profondo rapporto che ci lega ad esso. Questo legame, che da millenni intercorre tra l'uomo e varie sostanze stimolanti, come alcol, foglie di coca, tabacco e caffeina, non è dunque casuale. Proprio la caffeina è chiamata in causa nella genesi della moltitudine di effetti, in parte positivi ed in parte negativi, associata al consumo di caffè.
Caffe e salute
La dose sicura di caffeina in una dieta giornaliera è di 300 mg (la stessa contenuta, grosso modo, in tre tazzine di caffè espresso o in 6 tazze di tè).
Tale limite può essere raggiunto anche ingerendo 10 lattine di coca cola, 8 tazze di cioccolata calda o 400 grammi di cioccolato extrafondente. Per questo motivo occorre tenere sempre in considerazione l'effetto sinergico e cumulativo dei vari alimenti e, insieme ad esso, anche il contributo di alcuni farmaci a base di caffeina, come certi analgesici, brucia grassi e anoressizzanti.
Infine, con l'uso abituale si stabilisce una certa tolleranza nei confronti del caffè. Ciò spiega come mai, nei soggetti che fanno scarso uso di questa bevanda, l'assunzione di 200-250 mg di caffeina sia spesso sufficiente per scatenare disturbi come insonnia, cefalea, ansia, irritabilità e vampate di calore.
Nei bambini, in linea di massima, la dose quotidiana di caffeina non dovrebbe oltrepassare i 100 mg, limite facilmente valicabile con una bevanda tipo cola e con un pezzo di cioccolato fondente.
I dati disponibili sulla salubrità di questa bevanda ed i relativi pareri medici sono contrastanti. A differenza di altre sostanze (cocaina, eroina, alcol ecc.) un buon caffè non ha mai portato nessuno a commettere reati, prostituirsi o richiedere l'intervento dei soccorsi sanitari. Tuttavia, se assunta ad alte dosi, questa bevanda non è del tutto priva di effetti collaterali. Pur con le dovute eccezioni, dosi inferiori ai 300 mg di caffeina al giorno sembrano essere compatibili con la stato di salute della maggior parte degli individui adulti.
Effetti della caffeina
A DOSI MODERATE (4mg/kg al giorno)
Stimola la secrezione gastrica, salivare e biliare; ha quindi un effetto blandamente digestivo.
A piccole dosi rallenta la frequenza cardiaca, provoca dilatazione coronarica e broncodilatazione;
può migliorare condizioni allergiche ed asmatiche.
Migliora l'attività psicomotoria, le prestazioni atletiche, l'umore e la resistenza al sonno e alla fatica.
Utile coadiuvante nella terapia dell'obesità (effetto anoressizzante e termogeno); blande proprietà diuretiche.
AD ALTE DOSI* (> = 10mg/kg al giorno)
Specie se presa a digiuno, può causare bruciori ed acidità di stomaco, esofagite e reflusso gastroesofageo.
Può causare tachicardia, ipertensione e aritmie.
Ha effetto ansiogeno e provoca tremori, insonnia ed eccitabilità.
Riducendo l'assorbimento di calcio e ferro, favorisce la comparsa di osteoporosi e quadri anemici.
* Gli effetti negativi peggiorano quando il caffè viene associato ad altre droghe psicoattive come l'alcol o il tabacco.

Curiosità:
la dose letale di caffeina per l'uomo è di circa 100 grammi; nonostante simili dosaggi siano praticamente impossibili da raggiungere nell'immediato, un'iperassunzione cronica di caffè si associa agli effetti collaterali sopradescritti;
una tazzina di caffè amaro contiene circa 2 calorie;
una tazzina di caffè amaro macchiato con latte ne contiene 10;
un caffè con un cucchiaino di zucchero apporta circa 20 calorie;
il contenuto in caffeina del caffè varia in base ai metodi di preparazione (è inferiore nel solubile, intermedio nell'espresso, elevato nella moka tradizionale e massimo nel caffè non filtrato o ottenuto con percolazione gravimetrica (napoletana);
il contenuto in caffeina del caffè varia in base alla qualità della materia prima (tra le specie più conosciute è minimo nella Coffea humboltiana, intermedio nella Coffea arabica e massimo nella Coffea robusta);
un atleta risulta positivo ai controlli antidoping quando la concentrazione di caffeina nelle sue urine supera i 0.012 mg/ml (= 12 mcg/ml). Non é facile stabilire con esattezza quale sia la dose di assunzione in grado di far superare tale soglia. In genere si consiglia di non assumere più di 6-8 tazzine di caffè espresso o due tre tazze di caffè tradizionale, nelle tre ore precedenti la competizione.